Unipol chiude la ristrutturazione del gruppo Una


Unipol chiude la ristrutturazione del gruppo Una, la società di gestione alberghiera nata dalla fusione di Una Hotels, rilevata a fine 2016 dalla procedura concorsuale, con le attività di Atahotels portate in eredità dalla Fonsai della famiglia Ligresti. “Il 2018 sarà l’ultimo anno su cui peseranno investimenti e costi di integrazione straordinari, dal 2019 ci aspettiamo una positività di risultati in crescita” ha spiegato l’ad Gian Luca Santi, responsabile del settore immobiliare di Unipol, in occasione della presentazione del nuovo piano e della nuova ‘brand identity ‘ della prima catena alberghiera italiana. Il piano industriale 2019-2020 prevede “il break-even nel 2019” e una crescita aggregata annua di ricavi (cagr) “di circa il 3,5% all’anno, circa il 30% in più del mercato” che porterà il fatturato (135 milioni nel 2017) a crescere complessivamente di circa il 10%. “Trovammo Atahotels in Fonsai, che perdeva 25 milioni. Il primo pensiero fu di venderla. Poi abbiamo iniziato a gestirla e studiato il mercato e anziché uscire abbiamo deciso di raddoppiare comprando Una Hotels”, ha spiegato Santi. Non trattandosi di core business “Unipol potrà valutare tutte le opzioni” ma almeno per il momento l’orientamento del gruppo bolognese, che sul rilancio ha puntato “una cinquantina di milioni di investimenti”, è quello di rafforzarsi e raccogliere i frutti della ristrutturazione. “Nel prossimo triennio vogliamo svilupparci e crescere, con una piattaforma che può accogliere nuove gestioni alberghiere”.

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