Unipol-Bnl. Un’operazione pulita boicottata dalla politica


BOLOGNA, 1 FEB. 2010 – Niente di oscuro, tutto in osservanza delle leggi. La tentata scalata Unipol a Bnl fu un’operazione "trasparente e lineare". Queste le due parole dette da Giovanni Consorte ai giornalisti prima di presentarsi in Tribunale a Milano per l’inizio del processo chiamato a far luce sulla vicenda economico politica avvenuta nell’estate del 2005. E proprio la politica, secondo Consorte, fu la causa del fallimento dell’operazione. Certi esponenti politici erano contrari alla formazione di un potente gruppo finanziario bancario e assicurativo che sarebbe stato il secondo in Italia. "E’ stata boicottata da forze economiche e politiche che non lo volevano", ha spiegato l’ex numero uno di Unipol. Insieme ad altri 27, Consorte è accusato di aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e insider trading. In pratica gli si contesta una condotta fatta di patti segreti per ottenere la banca Bnl e la comunicazione tardiva dell’Opa, avvenuta a cose già fatte, agli enti preposti. Prima dell’annuncio, il 18 luglio 2005, dell’offerta pubblica d’acquisto c’è la famosa telefonata a Piero Fassino, nella quale l’allora segretario dei Ds chiede "Allora abbiamo una banca?" e Consorte risponde di sì. "Erano telefonate di sostegno, si considerava il fatto che un certo mondo potesse finalmente dopo settant’anni dopo la guerra entrare anche nel mondo economico", ha spiegato Consorte sottolineando che in quelle conversazioni " non c’è assolutamente nulla, anzi da lì si evince che questi signori non sapevano nulla".Con Consorte sono imputati tra gli altri il suo ex braccio destro Ivano Sacchetti, l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, gli attuali presidente e direttore generale di Unipol, Pierluigi Stefanini e Carlo Cinbri, il finanziare Emilio Gnutti, l’immobiliarista Stefano Ricucci e l’europarlamentare Pdl Vito Bonsignore. L’ex amministratore delegato della compagnia assicuratrice si dice sereno: "Ritengo che dal punto di vista personale ho fatto tutto in maniera corretta".Il presidente ha rinviato il processo al prossimo 18 marzo (già fissata anche un’udienza per il 25 marzo) per la discussione delle questioni preliminari, tra cui la costituzione delle parti civili e la citazione dei responsabili civili. Unipol, citata come responsabile civile, ha già preannunciato, attraverso il suo legale Luca Sirotti, che presenterà richiesta di esclusione dalla responsabilità. Il Codacons ha chiesto invece di costituirsi parte civile. Tra le parti civili figura anche il Banco di Bilbao (Bbva).

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