Unipol-Bnl, condannati Fazio e Consorte


31 OTT. 2011 – L’ex governatore di Bankitalia e l’ex presidente di Unipol sono stati condannati dal tribunale di Milano nell’ambito del processo sulla mancata scalata a Bnl da parte di Unipol. Per Antonio Fazio la pena è di 3 anni e 6 mesi, mentre per Giovanni Consorte è di 3 anni e 10 mesi. Condannati anche a tre anni e sei mesi di reclusione e a 900 mila euro di multa ciascuno gli immobiliaristi Danilo Coppola, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto, il finanziere Emilio Gnutti (per cui era stata chiesta l’assoluzione), i fratelli Ettore e Tiberio Lonati, il banchiere Guido Leoni (presidente della Bper fino al gennaio 2011), Vito Bonsignore e Francesco Gaetano Caltagirone. E’ stato assolto, invece, l’ex capo della Vigilanza della Banca d’Italia, Francesco Frasca. Il gruppo assicurativo Unipol è stato, inoltre, condannato a pagare una multa di 720 mila euro e a versare una provvisionale di 15 milioni di euro.CONSORTE – L’ex numero uno di Unipol è stato inoltre condannato dalla Prima sezione penale del Tribunale di Milano a un milione e 300 mila euro di multa, mentre il suo ex braccio destro, Ivano Sacchetti e per Carlo Cimbri sono stati inflitti tre anni e sette mesi di carcere ed un milione di euro di multa ciascuno. I tre sono accusati di aggiotaggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e solo Consorte anche di insider trading. I pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta avevano chiesto per l’ex presidente della compagnia assicurativa quattro anni e sette mesi di carcere e un milione e 200 mila euro di multa mentre per gli altri due quattro anni e quattro mesi di carcere e un milione e 100 mila euro di multa. La sentenza emessa oggi nel processo per la tentata scalata di Unipol alla Bnl è "assolutamente inspiegabile" per l’avvocato Giovanni Maria Dedola, che difende Consorte. "Siamo serenamente convinti – ha spiegato il legale – che la condanna non trovi spiegazioni e senza dubbio faremo appello". Secondo Dedola, il tentativo di scalata di Unipol alla Bnl tra la primavera e l’estate del 2005 fu "un’operazione portata avanti dalla compagnia assicuratrice e dai suoi vertici nel rispetto delle regole e che venne fatta fallire deliberatamente". Il difensore ha spiegato che "noi su questo abbiamo presentato una denuncia nel dicembre 2005, che non è mai stata presa in considerazione". Unipol, secondo l’avvocato, si è mossa nel rispetto delle regole, "non apparteneva a nessun consesso e si é imposta per le sue capacità di lavoro". Secondo il difensore, a far fallire l’operazione furono "le alchimie finanziarie che hanno portato alla costituzione di un patto e alla negazione della cessione della partecipazione di Generali a Unipol"."SONO SERENO" – "Sono sereno e ho la coscienza a posto perché non ho fatto nulla. E’ stata una decisione incomprensibile e infondata", ha detto l’ex numero uno di Unipol, al telefono con l’Ansa. Consorte ha aggiunto che, dopo aver letto le motivazioni, andrà "in giro per l’Italia" a spiegare la genesi dell’operazione "distorta" poi dalla politica. "A Milano non è emerso nulla a supporto delle ipotesi dell’accusa – ha precisato – In tre giorni di interrogatorio non ci sono state domande, né da parte dei giudici né da parte dei pm, che mi hanno messo in difficoltà. Ho risposto puntualmente a tutte le domande". L’ex presidente della compagnia assicurativa bolognese, ha affermato di essere "rimasto colpito" per la provvisionale di 15 milioni di euro che lui con altri imputati, così ha stabilito il Tribunale, dovrà versare al Bbva: "E’ una vergogna – ha polemizzato -, perché è una grande banca che dall’operazione ha guadagnato 550 milioni, lo sanno tutti. Generalmente la provvisionale si dà a una persona o a un ente danneggiato ma che è anche in difficoltà e non è questo il caso".FAZIO – Per Antonio Fazio, invece, è stata confermata la richiesta del pm. L’ex governatore di Bankitalia è "sempre più costernato" e non riesce a trovare "giustificazioni per questa sentenza", ha spiegato il suo legale Roberto Borgogno, dopo averlo sentito telefonicamente Per l’avvocato questa è una "sentenza fotocopia e ingiusta", dopo quella che ha condannato l’ex governatore a 4 anni per la tentata scalata ad Antonveneta. "Siamo sbigottiti, non ce ne capacitiamo", ha spiegato Borgogno, che ha chiarito che "il processo ha offerto decine di elementi per una assoluzione di Fazio". Il legale ha espresso la sua soddisfazione per l’assoluzione di Francesco Frasca, ex capo della vigilanza di Bankitalia, che a suo dire è "certamente giusta, ma doveva arrivare assieme a quella del governatore". Secondo il legale, dal processo "é emerso il comportamento regolare della struttura di Bankitalia e dunque non mi convince nulla di questa sentenza".GLI ASSOLTI – Per Frasca la Procura aveva chiesto tre anni e quattro mesi di carcere. L’ex braccio destro di Fazio invece oggi è uscito dal processo con un’assoluzione insieme all’attuale presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, a Giovanni Berneschi, attuale presidente di Carige, a Divo Gronchi e Giovanni Zonin (Popolare di Vicenza), a Filippo De Nicolais e Rafael Gil-Alberdi, manager di Deutsche Bank e a Giulio Grazioli. Per la vicenda della tentata scalata a Bnl, l’ex ad di Bpi, Giampiero Fiorani, aveva già patteggiato la pena. I giudici hanno inoltre escluso le responsabilità amministrative di Banca Carige, di Deutsche Bank, di Banca Popolare di Vicenza e di Coop Adriatica.LE MULTE – I giudici del tribunale di Milano hanno condannato Unipol a una multa di 720 mila euro e una parte degli imputati – tra cui Consorte, Sacchetti e Cimbri e Fazio – al risarcimento in solido dei danni, da liquidarsi in separata sede, nei confronti del Banco di Bilbao nonché al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 15 milioni di euro. Il Tribunale inoltre ha condannato Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Hopa rispettivamente al pagamento di una sanzione pecuniaria di 270 mila euro e di 480 mila euro. Unipol, anche lei condannata solo al pagamento della sanzione pecuniaria, e le altre due società, sono imputate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti (legge 231/2001).  Gli ex vertici di Unipol Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri sono stati infine condannati in solido al risarcimento di 100 mila euro a Consob, che si è costituita parte civile nel processo per la tentata scalata a Bnl. I giudici hanno inoltre stabilito che i tre dovranno pagare le spese processuali sostenute dalla stessa Consob per circa 30 mila euro. Sono state respinte invece le richieste di risarcimento danni avanzate da due risparmiatori Marco Bava e Pierluigi Zola.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet