Unipol, abbiamo un rinviato a giudizio: P Berlusconi


3 GIU. 2011 – A sei anni dallo scandalo Bancopoli c’è un rinvio a giudizio legato all’intercettazione che ne divenne il marchio di riconoscimento. Quel "abbiamo una banca" pronunciato da Piero Fassino, allora segretario dei Ds, al telefono con Giovanni Consorte, amministratore della compagnia di assicurazioni Unipol. Con l’accusa di ricettazione concorso in rivelazione del segreto d’ufficio e millantato credito andrà a processo Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio. Così ha deciso il gup di Milano Stefania Donadeo nell’ambito dell’inchiesta sulla pubblicazione da parte del quotidiano ‘il Giornale’ di quell’intercettazione che equivalse a una tegolata per il consenso elettorale del centro sinistra, a quattro mesi dalle politiche. La conversazione si riferiva alla vicenda della tentata scalata di Unipol a Bnl.Il processo a carico di Paolo Berlusconi si aprirà il 4 ottobre prossimo davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano. L’inchiesta era nata in seguito alla pubblicazione de ‘il Giornale’ il 31 dicembre 2005 della chiacchierata tra il boss dell’Unipol e il segretario dei Ds. La conversazione non era ancora agli atti dell’inchiesta sulla tentata scalata.Il gup deve ora decidere sulla richiesta di patteggiamento da parte dell’imprenditore Eugenio Petessi e del titolare di Rcs, l’azienda che aveva fornito l’attrezzatura per le intercettazioni, Roberto Raffaelli. Un quarto imputato, l’imprenditore Fabrizio Favata, ha invece chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.

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