Unioncamere: Pil a -1,4%, nel 2014 timida ripresa


Dopo un 2013 ancora segnato dalla recessione, con un calo dell’1,4% del Pil regionale, nel 2014 si attende una crescita dell’1,1%, definibile come un “timido vento di ripresa”, in arrivo dall’estero. E’ la previsione contenuta nel rapporto sull’economia di Unioncamere e Regione Emilia-Romagna, presentato questa mattina in viale Aldo Moro. Si intravede dunque un’inversione di tendenza, ma anche nel 2014 “non mancheranno fattori di criticità: resterà debole la domanda interna, così come non sembra dare segnali di risveglio la dinamica degli investimenti”. Sarà dunque “una ripresa fragile – avvertono Regione e Unioncamere – se la domanda estera non riuscirà a trainare il mercato interno”.

La situazione a cavallo tra 2013 e 2014 conferma che “le difficoltà non sono finite”, sottolinea Carlo Alberto Roncarati, presidente di Unioncamere, visto che i dati da commentare risultano “peggiori di quelli pronosticati un anno fa”. Guardando all’anno nuovo, “speriamo questa sia la volta buona”, afferma Roncarati, appoggiandosi ai “segnali di ottimismo” che arrivano dalle imprese. Ma senza farsi troppe illusioni: “La disoccupazione continuerà a crescere anche in presenza di una piccola ripresa, sono gli economisti che lo affermano. Quindi- mette in chiaro il presidente di Unioncamere- vedremo avvicinarsi pericolosamente quella soglia del 9% che per noi è davvero inusuale”. Di certo e” necessario attrarre investimenti, aggiunge Roncarati, ma serve anche il gioco di squadra: “Da questa situazione si esce solo se la partita la si gioca tutti al meglio”, cioe” sia le istituzioni che le stesse imprese.

Per Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive, “rimettere un segno più di fronte alla nostra economia vuol dire che il territorio ha reagito”. Sul fronte dell’occupazione, però, “si blocca l’emorragia – è la sintesi di Muzzarelli – ma ancora non c’è una ripartenza”. In prospettiva, bisognerà “ottenere nuove opportunità per dare energie alla nostra economia- aggiunge l’assessore – affinchè faccia meglio ciò che oggi sa fare bene”. Serve ad esempio un “patto con il sistema bancario”, mentre alle imprese della regione Muzzarelli dice: “Basta farsi concorrenza, servono reti ed alleanze per competere nel mondo”.

Tornando ai numeri, il rapporto di Unioncamere e Regione rileva che il calo dell’1,4% registrato in Emilia-Romagna a novembre (-1,8% in Italia), quanto meno, è meno marcato del -2,5% del 2012. Tiene l’export (+2% e +2,9% nelle previsioni sul 2014), calano i consumi privati (-2,1% e +0,1% nel 2014) e le imprese attive (- 1,4%), con l’unica eccezione del comparto energetico (+8,5%). Le reti di imprese coinvolgono 781 aziende, dato che consegna all’Emilia-Romagna il secondo posto tra le regioni italiane, così come sul terreno delle start up innovative (162 quelle registrate al 16 dicembre). Tra i settori, i primi nove mesi del 2013 vedono il manufatturiero in calo di produzione (-3,1%), fatturato (-3,2%) e ordini (-3,8%). Va peggio nelle costruzioni, con un -5,7% nel volume d’affari.

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