Unindustria Bologna: la filiera meccanica cambia organizzazione:


BOLOGNA 4 DIC La crisi dell’ultimo biennio ha attraversato l’intera filiera produttiva della meccanica bolognese, partendo dalle aziende committenti e passando ai fornitori di primo livello fino agli ultimi anelli nella catena della subfornitura. In che modo? E’ stato questo l’oggetto della ricerca “La filiera meccanica: evoluzioni e prospettive”: un‘originale indagine su 800 imprese, suddivise per ruolo nell’ambito della filiera, promossa dal Settore Metalmeccanico di Unindustria Bologna presentata nel corso dell’assemblea dello stesso Settore Metalmeccanico, presieduto da Sonia Bonfiglioli.La ricerca, resa possibile grazie al contributo della Cassa Risparmio di Cento, è stata elaborata dal Prof. Carlo Boschetti, ordinario di Strategia d’impresa all’Università di Bologna e Consigliere della Fondazione Alma Mater, e commentata dal Prof. Andrea Lipparini, ordinario di Gestione della Tecnologia all’Università di Bologna. La ricerca ha evidenziato che la crisi ha attraversato tutto il territorio nazionale e che, in alcuni casi, l’andamento presentato dalle aziende del territorio bolognese è stato meno “pesante” rispetto alla media nazionale.Delle ottocento aziende, oggetto del campione, sono stati analizzati i bilanci suddividendoli ulteriormente per gruppi merceologici di riferimento: dall’automazione al motociclo, dal movimento terra all’impiantistica, dall’elettronica alla meccanica varia.In particolare, la ricerca ha rilevato che l’effetto della crisi non è stato omogeneo lungo la filiera: i fornitori, e in particolare i subfornitori, hanno sofferto più dei produttori. Si pone l’accento, dunque, sull’importanza di una nuova organizzazione di lavoro all’interno della filiera. “Non esiste un problema di dimensioni dell’impresa.” ha commentato Sonia Bonfiglioli, Presidente del Settore Metalmeccanico di Unindustria Bologna.

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