Unieco guarda al futuro, al grido di “Yes we coop”


21 GIU. 2012 – Nemmeno Unieco resiste alla tentazione di far suo uno degli slogan più imitati degli ultimi anni. Il "Yes we can" di ‘obamiana’ memoria si trasforma in "Yes we coop", leitmotif che farà da sfondo all’assemblea dei soci in programma domani a Bologna. Più che analizzare i dati del bilancio 2011 i soci del gruppo cooperativo multibusiness di Reggio Emilia (costruzioni, ambiente, lavori ferroviari, materiali da costruzione) utilizzeranno l’assemblea per "parlare di futuro".Yes perché "è possibile", un segnale di fiducia, we perché Unieco crescerà come soggetto plurale nell’ottica del Grande Gruppo Cooperativo aperto alle sinergie con imprese che condividono storia, valori e obiettivi di crescita, coop perché la forma cooperativa rimane la scelta di campo irrinunciabile."Si consolida il percorso di collaborazione con CMB, ed è in fase di definizione un piano di lavoro biennale che mira a mettere in rete le rispettive potenzialità, a creare sempre più forti sinergie partendo dai risultati positivi raggiunti dal Consorzio Stabile Eureca (Unieco + CMB Carpi + CLF Bologna) e che si sta misurando con grandi opere come il passante dell’Alta Velocità ferroviaria a Genova e la viabilità d’acceso all’Expo 2015 a Milano, la BreBeMi e la nuova tangenziale esterna TEM".Unieco ha appena sottoscritto l’aumento di capitale lanciato da Autostrade Lombarde (che controlla BreBeMi e ha quote di TEM, la tangenziale est esterna di Milano e Autostrade Bergamasche). Unieco si colloca tra i principali azionisti assieme a Intesa Sanpaolo, Satap e Pizzarotti di Parma.I driver, le linee di crescita, sono e saranno sempre maggiormente l’internazionalizzazione e la specializzazione partendo da una massa critica più consistente, quindi da maggiori possibilità di penetrazione sui nuovi mercati e di "tenuta" sul mercato italiano per rimanere tra i protagonisti. Unieco e le sue società sono attualmente al lavoro in Algeria, Venezuela, Marocco e nell’area dei Balcani con risultati che pur in fase di start up delle attività sono positivi."Sarà l’eccellenza la chiave per aprire la porta del futuro e solo sviluppando specializzazioni si può puntare all’eccellenza. Anche il dramma del terremoto che stiamo vivendo in Emilia ci deve aiutare a ripensare i nostri modelli di sviluppo. Unieco è sensibile a queste tematiche e si impegnerà in questa direzione". La crisi c’è e ogni giorno anche imprese come Unieco la toccano con mano: "I provvedimenti annunciati dal Governo – commenta Casoli – andranno valutati quanto saranno realmente efficaci. Il Decreto Sviluppo è certamente un segnale ma da solo non basterà".[Continua a leggere sul sito di Unieco il comunicato stampa originale]

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