Unicredit, Questura e Carabinieri contro le truffe


L’elenco degli stratagemmi è lungo: c’è la truffa dell’eredità e quella dello specchietto, quella della richiesta di informazioni e pure quella dell’abbraccio. Le vittime sono sempre più spesso i cittadini più indifesi: gli anziani. Il fenomeno delle truffe non risparmia Bologna e provincia, colpendo in particolar modo le fasce più deboli della popolazione. Per questo UniCredit, trovando la piena disponibilità e la fattiva collaborazione delle Forze dell’Ordine, ha organizzato un incontro volto a spiegare come difendersi da eventuali truffe o raggiri, illustrando le modalità utilizzate dai truffatori e dando a tutti coloro che interverranno utili consigli al fine di evitare di rimaner vittima di questo odioso reato.

L’incontro, aperto da Elena Goitini, Responsabile Area Commerciale Bologna UniCredit, si è svolto presso la Sala del Gigante di Palazzo Magnani a Bologna e ha visto partecipare una nutrita platea di cittadini. Al tavolo dei relatori, il Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Bologna, Dottor Pietro Morelli; il Tenente Colonnello Marco De Donno, Comandante Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna; e Pietro Blengino, Responsabile Sicurezza Italia UniCredit Business Integrated Solutions.

Quello di oggi si inserisce in una serie di incontri avviati a livello nazionale da UniCredit da alcuni anni. Si tratta di un’iniziativa che ha riscontrato grande successo e molte repliche già in diverse città italiane.

“Con ‘Occhio alle Truffe’ – ha detto Elena Goitini, Responsabile Area Commerciale Bologna UniCredit – aggiungiamo un altro tassello al nostro quotidiano impegno a tutto tondo nei confronti dei clienti. Questo progetto, inizialmente indirizzato ai dipendenti della banca, viene così allargato ai cittadini con l’obiettivo di fornire alla comunità un aiuto concreto per difendersi dai raggiri. Un’iniziativa che si sposa in pieno con il nostro obiettivo primario: essere vicini alla gente”.

“Nell’ultimo anno abbiamo organizzato in Emilia Romagna 16 incontri sul tema della sicurezza e della prevenzione in merito a truffe e raggiri. E i risultati finora raggiunti nella prevenzione dei raggiri ci confortano – ha affermato Pietro Blengino, Responsabile Sicurezza Italia UniCredit Business Integrated Solutions -. Tra il 2012 e il 2013 i nostri colleghi sono riusciti a sventare in Emilia Romagna una ventina di truffe ordite ai danni di anziani. La sicurezza della propria clientela è un elemento che sta molto a cuore a UniCredit che per questo motivo ha effettuato negli ultimi anni importanti investimenti (circa 17milioni tra il 2012 e il 2013) in innovative tecnologie e in progetti di formazione specifici. Pensiamo che la sicurezza dei cittadini non sia un “problema esclusivo” delle Forze dell’Ordine e che anche iniziative come il nostro format “Occhio alle truffe” possano fornire un valido contributo”.

“Il contrasto alle truffe, a fronte di un impegno quotidiano delle Forze dell’Ordine – sottolineato il Tenente Colonnello Marco De Donno, Comandante Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna – trova la massima efficacia in una regolare e capillare azione informativa/preventiva che limiti il numero dei soggetti vulnerabili, ecco perché è sempre  più auspicabile che iniziative come quella odierna siano più frequenti e vengano promosse anche da altri Enti, pubblici e privati. La possibilità di sensibilizzare tutti i cittadini attraverso canali di diffusione informativa e poter offrire loro quanti più strumenti per riconoscere e denunciare i tentativi di truffa è fondamentale per contrastare i “professionisti della Truffa” che sempre più spesso aggiornano le loro “tecniche” approfittando della buona fede dei cittadini. Con questo scopo nel 2011/2012 è stata avviata dall’Arma di Bologna, con la collaborazione dell’Ordine dei Medici felsineo e le Aziende Sanitarie Locali, la diffusione tramite la rete dei medici di base di volantini pieghevoli con consigli e informazioni ad uso delle persone anziane, vittime purtroppo privilegiate dei truffatori. Grazie a queste forme di collaborazione istituzionale, affiancate dalla vigilanza degli operatori di polizia e da forme di cautele che ognuno di noi può intraprendere, ci si può difendere dalle truffe e si potrà combattere concretamente ed efficacemente un crimine particolarmente odioso”.

Come ha precisato il Dirigente della Squadra Mobile dott. Pietro Morelli “Per contrastare efficacemente le truffe bisogna fare una continua e diffusa azione di comunicazione e prevenzione. Si tratta di mettere in pratica il concetto di sicurezza partecipata e, cioè, stimolare la partecipazione di tutti nella difesa comune da pericoli e reati. Le modalità con le quali i malviventi avvicinano le vittime sono diverse e si basano sempre sulla buona fede di queste ultime; nonostante ciò, in molti casi, basta adottare poche e semplici cautele per difendersi efficacemente. Ad esempio, non bisogna aprire la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme e dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Per qualsiasi problema e per chiarire i dubbi, poi, si possono chiamare le Forze dell’ordine, i parenti o i vicini di casa. Quando si fanno operazioni con denaro contante o col bancomat è preferibile farsi accompagnare e, comunque, mai fermarsi per strada per dar ascolto a sconosciuti, a chi offre facili guadagni o a chi chiede di controllare soldi, ricevute, scontrini, libretto della pensione o bancario. L’incontro di oggi rappresenta un’occasione utile per informare i cittadini e prepararsi meglio a contrastare i reati. Perché difendersi dalle truffe è possibile”.

Morelli ha quindi evidenziato l’importanza della comunicazione delle cautele da adottare per evitare che oltre il danno materiale immediato, si aggiunga l’ulteriore elemento negativo determinato dalle conseguenze psicologiche che patisce la vittima. Molte volte gli anziani, anche per fatti di lieve entità, reagiscono modificando in negativo il loro comportamento, manifestando gravi conseguenze relazionali chiudendosi in se stessi conseguenza di una minata autostima.

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