Unicredit, focus sul distretto ceramico


Ha una spiccata propensione all’export e vanta un elevato tasso di innovazione. E’ il Distretto di Sassuolo, punta di diamante dell’industria ceramica nazionale. Ed è proprio sull’area che abbraccia il cuore della produttività emiliana – partendo dalle province modenesi di Sassuolo e Fiorano, Maranello e Castelvetro, per sconfinare nelle aree reggiane di Scandiano, Casalgrande, Rubiera e Castellarano – che ha acceso i riflettori il Forum Economie organizzato da UniCredit in collaborazione con Confindustria Ceramica che, nella sede di viale Monte Santo a Sassuolo, ha ospitato il Focus dedicato al Distretto.

 

L’incontro è stato aperto dai saluti di Maurizio Torreggiani, Presidente Camera di Commercio di Modena; Vittorio Borelli, Presidente Confindustria Ceramica; Giampiero Bergami, Regional Manager Centro Nord UniCredit; e Giuseppe Zanardi, Area Manager Modena UniCredit; e ha visto partecipare Franco Furani, Responsabile Polo Crediti Modena-Carpi UniCredit; Graziano Verdi, Presidente e Ceo di Koramic Chemicals & Ceramics e Presidente di Petracer’s Holding Srl; Giorgio Romani, Consigliere Delegato di Serenissima CIR Industrie Ceramiche Spa; e Corrado Neri, Presidente di Bayker Italia SpA.

 

A dare l’incipit al Focus è stata la presentazione di uno studio specifico realizzato da Riccardo Masoero, Responsabile dell’Ufficio Studi Territoriali e Settoriali di UniCredit che ne ha illustrato i principali contenuti: “Nonostante la difficile congiuntura economica e l’intensificarsi della concorrenza internazionale – ha detto Masoero – l’export del distretto si mantiene dal 2010 su un sentiero di crescita sostenuta, seppur su valori ancora al di sotto dei livelli pre-crisi. Aumenta la presenza nei mercati ad alto potenziale ma esistono ancora ampi margini di penetrazione in molte aree emergenti”.

 

“La forza del distretto di Sassuolo – ha sottolineato Giampiero Bergami, Regional Manager Centro Nord UniCredit – sta nella forte capacità delle imprese che ne fanno parte di crearsi un posizionamento di mercato chiaro e difendibile, seppure in un mercato soggetto ad una forte pressione competitiva internazionale. Per sviluppare strategie di crescita sostenibili riteniamo sia determinante da una parte percorrere la strada dell’internazionalizzazione così da beneficiare delle occasioni offerte dai mercati più dinamici, dall’altra garantire investimenti in processi, tecnologia e innovazione che presidino la leadership di costo. UniCredit, che è un grande Gruppo internazionale ma con profonde radici sul territorio, è in grado di garantire un supporto operativo straordinario, grazie ad una capillare presenza all’estero che ci permette di seguire le imprese italiane nei diversi aspetti dell’avvio e dello sviluppo di business di successo oltre confine”.

 

“Negli ultimi due anni – ricorda Giuseppe Zanardi, Area Manager Modena UniCredit – sono 430 le aziende dell’area modenese e oltre 200 quelle del reggiano che UniCredit ha supportato per lo sviluppo del giro d’affari all’estero. Il nostro Gruppo ricerca le  nuove opportunità di business per le piccole e grandi imprese italiane, fornendo servizi che permettano sia di consolidare le posizioni raggiunte nell’export sia di iniziare ad affacciarsi a nuovi mercati esteri, rendendone semplice la conoscenza e operando nei fatti per lo sviluppo degli scambi degli imprenditori italiani oltre confine”.

 

“Il distretto ceramico di Sassuolo – dice Maurizio Torreggiani, presidente della Camera di Commercio di Modena – è uno dei punti di forza del sistema produttivo provinciale, una realtà dinamica caratterizzata da una intensa spinta innovativa e da una spiccata propensione all’internazionalizzazione, come testimonia anche il fatto che oltre la metà del fatturato proviene da esportazioni; è pertanto di vitale importanza il supporto all’accesso al credito per queste imprese che fanno del dinamismo la loro carta vincente”.
“L’incessante e continuo processo di innovazione sul prodotto e sulle tecnologie manifatturiere unito al dispiegarsi delle strategie di penetrazione e di stabile presenza sui mercati internazionali – sottolinea Vittorio Borelli, Presidente Confindustria Ceramica – richiedono capacità organizzative ed un adeguato supporto finanziario ai diversi piani di sviluppo. La leadership nel commercio internazionale in valore e la più ampia e strutturata presenza di stabilimenti esteri riconducibili a gruppi ceramici italiani, rispetto a qualsiasi altro competitor estero, rappresentano le migliori condizioni per consentire all’industria  ceramica italiana di proseguirei lungo il proprio  percorso di sviluppo e crescita”.

 

Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi Territoriali e Settoriali UniCredit, l’export del Distretto si concentra in particolare nell’Europa occidentale (circa 50%) e su Stati Uniti (circa 10%). Esistono ancora ampi margini di penetrazione in molte aree emergenti (ad esempio, la Cina assorbe solo lo 0,5% dell’export del distretto). Dall’analisi emerge chiaramente la forza del Distretto capace di imporsi sul mercato. A dirlo sono i numeri: tra le prime 100 imprese mondiali del settore, 22 sono italiane, 14 di queste sono localizzate nel distretto. E tra le principali 10 aziende italiane del settore, 8 hanno sede nell’area emiliana esaminata e hanno realizzato nell’ultimo anno il 47% del fatturato conseguito complessivamente dalle 100 imprese italiane più importanti del settore.

 

Negli ultimi 20 anni il numero di realtà produttive del Distretto si è ridotto (anche attraverso fusioni e acquisizioni), ma le dimensioni medie delle aziende sono significativamente cresciute (fatturato medio 47,4 milioni di euro) e nel territorio si segnalano diversi gruppi industriali ben strutturati. Tali caratteristiche sono difficilmente riscontrabili nella maggior parte dei distretti industriali italiani, pur essendo cruciali per poter investire, innovare e crescere all’estero. Per restare sul mercato è fondamentale puntare su un posizionamento competitivo che valorizzi al massimo le caratteristiche del prodotto italiano. Oltre all’eccellenza qualitativa dei prodotti è necessario però il presidio commerciale diretto dei mercati ed il rafforzamento dei servizi di assistenza pre e post-vendita.

 

È l’innovazione continua nei materiali, nel design e nelle caratteristiche del prodotto che ha permesso di riposizionare saldamente le produzioni sui segmenti del mercato a maggior valore aggiunto e a minor tasso di concorrenza, allargando la gamma di utilizzo della ceramica (da interno o esterno e non più solo per bagno e cucina). Tale capacità innovativa si realizza grazie a una filiera locale completa (a monte e a valle della piastrella; dai macchinari, ai collanti, agli additivi) e dotata di una forte capacità di interazione tra gli attori che ne fanno parte, dalle imprese di grandi dimensioni a quelle di nicchia. Una delle caratteristiche distintive del distretto di Sassuolo, con una quota export sul totale superiore al 70% del fatturato, è l’elevata capacità di penetrazione commerciale dei mercati esteri. Alcuni gruppi industriali hanno effettuato investimenti diretti all’estero, realizzando impianti produttivi o magazzini distributivi, mettendo in atto strategie di crescita multinazionale (non di delocalizzazione), che consentono di adeguare il livello di servizio (disponibilità assortimento, tempi di consegna) alle richieste del cliente più esigente nei mercati strategici, ad esempio gli Stati Uniti.

 

In un settore in cui il costo dell’energia arriva a incidere fino al 20% dei costi produttivi totali, laddove in Italia questa costa mediamente il 30% in più rispetto ai competitor europei, il tema dell’energia incide pesantemente sulla competitività delle imprese. Il costo del lavoro è un’altra voce importante che incide negativamente sulla competitività. Visto il contesto di scarsa competitività dei principali fattori produttivi nel quale le aziende del distretto devono muoversi, queste hanno reagito smarcandosi strategicamente dalla concorrenza sul prezzo e puntando con decisione su qualità e innovazione.

 

La riproduzione indiscriminata e la contraffazione dei prodotti da parte dei produttori asiatici sono temi alla costante attenzione delle imprese del territorio, del resto la rapidità nella creazione delle collezioni rende difficile arginare il problema sul fronte dei controlli.
Un’altra azione di concorrenza sleale messa talvolta in atto da parte dei Paesi low-cost è quella del dumping sui prezzi, alla quale è parzialmente venuta incontro l’Europa con l’imposizione di barriere daziarie sui prodotti asiatici.

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