Una stagione di referendum anche per Bologna


BOLOGNA, 31 MAG. 2011 – Fuori dal freezer. E’ pronta per essere scongelata la proposta di referendum comunale riguardante i fondi che l’amministrazione di Bologna assegna ogni anno alle scuole d’infanzia private. A promuoverla è stato un comitato che si fa chiamare "Articolo 33", per via di quella frase contenuta nella Costituzione: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". L’iter procedurale per portare alle urne i bolognesi era stato brinato dal commissario Cancellieri, ma ora che la città ha un nuovo sindaco nessuna scusa può essere più addotta. Specialmente se il vento che si è respirato in quest’ultima tornata di amministrative è quello che ha portato Pisapia a diventare primo cittadino a Milano.Lo stesso Pisapia che, spiega Maurizio Cecconi portavoce di Articolo 33 "ha ribadito che ascolterà la voce dei milanesi, che fra due settimane s’esprimeranno attraverso cinque referendum consultivi, su temi di grande rilevanza quali l’ambiente, la qualità della vita e il traffico in città". Cocconi ricorda l’intenzione di Pisapia di "fare molto uso in questi anni dei referendum consultivi, perché la nostra intenzione è di governare in rapporto stretto con i cittadini"."Dichiarazioni importanti" per Cecconi, secondo il quale così si archivia "la paura, da sempre presente in molti partiti, di perdere lo scettro del comando e la direzione dell’agenda politica a favore di un maggiore protagonismo della società civile". Ecco perché, ha concluso, "Merola prenda esempio da Pisapia e affermi senza indugio che anche nella nostra città la partecipazione democratica è incentivata e che l’amministrazione sarà felice di dare la parola ai cittadini sul tema dei finanziamenti comunali alle scuole private paritarie".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet