Una scuola di prostituzione a Modena


©Trc-TelemodenaMODENA, 26 MAG. 2009 – Partivano dalla Nigeria, poi via mare – grazie a contatti in Libia – o via terra passando da Francia e Germania, arrivavano a Modena. Qui cinque maitresse insegnavano loro il mestiere più vecchio del mondo, avviandole alla prostituzione sulle strade locali. Se qualche ragazza cambiava idea prima di aver riscattato il costo del viaggio – richiesti dai 3 ai 6mila euro a seconda dell’età – cominciavano le botte, a volte anche la rapina di incassi ed effetti personali. E proprio da una ragazza trovata nuda e picchiata in strada sono partite le indagini della squadra mobile della polizia locale. L’operazione "School girl", così chiamata proprio perché Modena era il campo scuola, ha portato all’arresto di cinque nigeriane, le madame, una 36enne, capo dell’organizzazione, e quattro ragazze tra i 26 e 23 anni, le aiutanti. Due di loro avevano chiesto e ottenuto lo status di rifugiato politico, che permetteva di restare in Italia senza rischi. Anche molte delle ragazze sfruttate avevano presentato domanda. Ai domiciliari è finito poi un 64enne modenese che offriva appartamenti per le giovani prostitute, auto per gli spostamenti e aiuti vari. Altre tre persone sono state denunciate. Le case dove le ragazze alloggiavano sono tra le vie Storchi, Fonteraso ma anche San Faustino, oltre che in via Tassoni a Reggio Emilia. Le giovani sfruttate, dopo la gavetta modenese, venivano trasferite in varie città del centro nord Italia. L’organizzazione gestiva decine e decine di prostitute. L’accusa per tutti è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione.

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