Una regione sempre più multietnica


BOLOGNA, 28 OTT. 2009 – L’Emilia-Romagna si conferma ancora una volta la regione con la più elevata incidenza a scuola degli iscritti non italiani sul totale degli alunni. Ma anche quella in cui gli stranieri rappresentano quasi un quinto dei lavoratori complessivi e dove le donne, sull’insieme dei residenti stranieri, hanno ormai raggiunto gli uomini. Dal Rapporto Caritas/Migrantes 2009 emerge una presenza degli immigrati in Regione sempre più consolidata e diffusa: secondo le stime relative al 31 dicembre 2008, i soggiornati sarebbero 461.800, ovvero circa il 10,5% della popolazione totale.Esaminando il dato delle residenze – 421.509 al 1° gennaio 2009 – risulta, rispetto all’anno precedente, un incremento dell’incidenza percentuale, che passa infatti dal 8,55 al 9,72. La crescita della popolazione straniera residentei in regione, calcolata a partire dall’inizio del 2008, è del 15%: un dato analogo alle tendenze percentuali dello scorso anno, ma decisamente superiore al 10% del 2006 e al 12% del 2005. E nel contempo si conferma la tendenza verso un riequilibrio nella composizione per genere, con la percentuale di donne sul totale dei residenti stranieri che ormai è arrivata al 50,1%, partendo dal 49,7% nel 2007.I Comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 114 del 2008. Galeata, in provincia di Forlì-Cesena, arriva addirittura al 20,1%, seguita da Luzzara (Re) al 18,9%, Castel San Giovanni (Pc) 17,8% e Rolo (Re) 16,3%. Il primo capoluogo di provincia che si incontra nella graduatoria è Reggio Emilia, quattordicesima con il 14,7%. In valore assoluto, gli stranieri-reggiani sono 24.401, secondi solo a quelli residenti a Bologna, che arrivano a 39.480. Terza posizione per Modena (22.857) e poi, nell’ordine, Parma, Ravenna, Piacenza, Rimini, Forlì e Ferrara. Chiude la top ten Carpi, nel modenese, con 7.599 stranieri residenti.I principali paesi di provenienza sono il Marocco (14,9%), l’Albania e la Romania (12,9%). Molto staccati gli altri, tanto che la Tunisia, quarta, arriva solo al 5,25%. Rispetto agli anni scorsi appare in crescita il dato all’Est Europeo in generale: oltre all’explit dei romeni, infatti, aumentano anche gli stranieri che arrivano dall’Ucraina, dalla Moldavia e dalla Polonia.Per quanto riguarda il lavoro, nel corso del 2008 la banca dati Inail conta 302.003 stranieri occupati in Emilia-Romagna, che rappresentano il 18,8% dei lavoratori complessivi. Un dato di poco inferiore alla media delle regioni del nord est, con il 19,3%, e superiore alla media italiana: 15,5%. Quel 18,8% dell’Emilia-Romagna conferma la crescita costante registrata negli ultimi anni: nel 2007, infatti, i lavoratori stranieri rappresentavano il 17,8%. Ta di loro ci sono 125.396 donne, ovvero il 41,5% del totale. I settori dove si concentrano prevalentemente sono l’industria (26,7%), le costruzioni (13,6%), l’alberghiero (12,9%), i servizi alle imprese (9,8%) e l’agricoltura (8,4%). Secondo i dati elaborati dalla Cna, aggiornati a maggio 2009, in Emilia-Romagna sono attive 22.360 imprese con titolare straniero: rappresentano circa il 12% del totale nazionale. Si stima che i lavoratori stranieri abbiano versato nel 2007 oltre 273 milioni di euro di contributi previdenziali (273.783.555) e più di 365 milioni di euro di gettito fiscale (365.803.245).  Infine, anche nell’anno scolastico 2008/2009, l’Emilia-Romagna si è confermata la regione con la più elevata incidenza degli iscritti non italiani: 72.606 (su 569.616 alunni totali). La percentuale è salita al 12,7% (7% a livello nazionale), mentre nell’anno scolastico 2007/2008 era dell’11,8%. In particolare, c’è un significativo incremento nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove la percentuale degli alunni stranieri è già superiore al 14%. 

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