Una provincia ferita a morte


6 APR. 2009 – I cadaveri di sedici delle vittime del terremoto si trovano all’obitorio dell’ospedale civile dell’Aquila dove sono state assistite e ricoverate alcune centinaia di persone rimaste ferite in seguito al sisma. I feriti più gravi, si apprende da fonti sanitarie, sono stati trasferiti con elicotteri in altre regioni. All’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è arrivato il primo piccolo paziente proveniente dalla zona colpita dal terremoto è arrivato intorno alle 14,30.Quattro bambini morti all’Aquila si trovavano in una casa famiglia. I bambini sono stati portati nell’ospedale di San Salvatore, ma non c’è stato nulla da fare.Sono tre le vittime accertate finora a Fossa: sono una bambina di appena 3 anni e tre anziani. La piccola era russa, venuta ad abitare nel paesino in provincia dell’Aquila con la famiglia da un mese. Salva la sorellina gemella.Sono cinque, tre bambini e due mamme, le vittime del terremoto a Poggio Picenze, uno dei comuni dell’aquilano colpiti dal sisma. I danni più seri si sono verificati nel centro storico del paese con il crollo di edifici più vecchi in gran parte occupati dalla comunità slava, assai presente nella zona. Due dei bambini infatti, di età intorno ai dieci anni, sono di origine slava così come una delle madri. Una comunità che negli ultimi anni, raccontano in paese, aveva acquistato e ristrutturato gli edifici più antichi del centro di Poggio Picenze per poter avere delle abitazioni economiche.Onna è un paesaggio spettrale, le vittime potrebbero essere 50 su una popolazione di 400 persone. Lo riferisce all’AdnKronos Stefania Pezzopane, la presidente della Provincia dell’Aquila, che si è recata nella frazione per rendersi personalmente conto dell’accaduto. Tra i morti anche una bimba di otto mesi e pare anche un altro bambino. Le vittime sono allineate sotto un albero. Sorvolano la zona due elicotteri, uno della Protezione Civile e un altro dei Vigili del Fiuoco. In paese è arrivato un plotone dell’esercito armato di picconi per aiutare negli scavi e delle unità cinofile sono alla ricerca tra le macerie degli eventuali sopravvissutiDalle macerie di un’abitazione crollata in località San Gregorio (L’Aquila) è stata estratta viva una bambina di 2 anni mentre la mamma è morta nel tentativo di fare scudo con il proprio corpo alla piccola. I vigili del fuoco hanno organizzato il trasferimento della bambina in elicottero verso il primo ospedale disponibile. E anche un’altra mamma è stata trovata sotto le macerie senza vita e abbracciata ai suoi due bambini.A San Gregorio è morta anche una bambina residente in Francia, che era giunta proprio ieri in paese insieme ai genitori originari del posto. Insieme erano venuti nell’Aquilano per passare le festività pasquali. La bambina è morta nel crollo di un’abitazione nel centro storico. Tra le vittime vi sono anche due proprietari di un mulino e due signore anziane che vivevano nei pressi della casa famiglia che è andata distrutta. Sono invece tutti salvi i 40 bambini che ne erano ospiti. Tra le vittime del terremoto c’è anche suor Gemma Antonucci, badessa delle suore Clarisse del convento di santa Chiara di Paganica, mentre i soccorritori stanno cercando di estrarre dalle macerie un’altra suora. Lo dice al servizio informazione religiosa della Cei, don Dionisio Umberto Rodriguez Cuartas, parroco dei 5000 abitanti di Paganica e direttore della Caritas dell’Aquila.Una studentessa greca è rimasta ferita ed è stata ricoverata in ospedale e suo fratello risulta disperso. Lo ha riferito ad Atene il viceministro degli Esteri Thoedoros Kassimis, precisando che è pronto a partire per l’Abruzzo un C-130 con squadre di soccorritori greci se le autorità italiane lo richiederanno.In città all’Aquila sono 35 i dispersi che si ritiene possano trovarsi sotto le macerie di una palazzina di tre piani nella centrale via Sant’Andrea. Le mura sembrano esserci sbriciolate. Dalle macerie sono state estratte altre 15 persone, solo alcune vive. Chi conosceva il posto ritiene che nell’edificio vivessero una cinquantina di persone.Alla Casa dello studente, invece, i soccorritori hanno individuato sei studenti ancora vivi 15 ore dopo il terremoto. Ma 7 o 8 ragazzi sono ancora sotto le macerie. Uno dei sopravvissuti è stato salvato dalla sorella, che lo ha chiamato al cellulare. Lui, da sotto le macerie, è riuscito a risponderle e a dare indicazioni perché i soccorritori potessero individuarlo e portarlo in salvo. Il 50% delle case dell’Aquila non sono agibili e l’ingegnere Giandomenico Cifani, ricercatore dell’istituto per le tecnologie della costruzione dell’Aquila, ha detto che dopo il sisma ci vorranno tanti anni per tornare alla normalità, "addirittura sette-otto". E, tra l’altro, sarebbero almeno 5000 gli animali domestici che stanno vagando in queste ore per le strade dei paesi colpiti dal terremoto. squadre di soccorritori greci se le autorità italiane lo richiederanno.

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