Una protesta per salvare il Trasporto pubblico locale


BOLOGNA, 4 NOV. 2011 – Una giornata di mobilitazione contro i tagli al trasporto pubblico locale in Regione. E’ nei piani di Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna, che hanno chiesto all’assessore regionale alla mobilità Alfredo Peri di convocare al più presto il tavolo costituito con il Patto regionale per la mobilità sostenibile per costruire insieme la protesta entro il mese di novembre. La manovra di luglio, ricordano, prevede un taglio di oltre il 72% delle risorse precedenti che se attuato provocherebbe un radicale ridimensionamento del servizio e la perdita di 900 posti di lavoro. Obiettivo della mobilitazione regionale è "sollecitare il Governo a prevedere invece per l’anno 2012 i finanziamenti necessari a far funzionare il servizio pubblico di trasporto, integrando con gli opportuni provvedimenti la legge di stabilità in discussione in Parlamento". Al tavolo regionale i sindacati vogliono anche portare le proposte utili a sostenere il sistema dei trasporti locali e a escludere nel contempo ipotesi di incremento tariffario o ridimensionamento della quantità dei servizi già effettuati nel 2011. In particolare Cgil, Cisl e Uil propongono di valutare impegni e iniziative che coinvolgono Regione, Province, enti locali e aziende TpL: incrementare la velocità commerciale dei mezzi TpL nelle città attraverso misure di regolazione del traffico privato, qualificare le reti di trasporto pubblico attraverso una maggiore integrazione tra ferro e gomma, consolidare il processo di integrazione tra le aziende di Tpl per costituire un unico operatore integrato ferro/gomma di dimensione regionale e impegnare le aziende private del Tpl a partecipare ai progetti di aggregazione acquistando mezzi idonei per effettuare il servizio, senza ridurre i trattamenti contrattuali dei lavoratori. Infine le tre sigle, insieme a quelle di categoria Filt, Fit e Uiltrasporti, sottolineano "che un sistema di trasporto pubblico locale di qualità deve consolidare positive relazioni sindacali, applicando il contratto nazionale (peraltro scaduto da 3 anni), attuando gli accordi di secondo livello esistenti, praticando un ampio confronto per realizzare un equilibrato rapporto tra assetto organizzativo, sistema dei servizi all’utenza e tutela delle condizioni di lavoro degli operatori".

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