Una promessa lunga dieci anni


© Telereggio19AGO 2009 – Di attività culturali, nella torre B, non se ne sono mai prodotte e forse mai se ne produrranno. È il frutto, sulla carta, della modesta contropartita spettante al Comune di Reggio Emilia, per i due atti, nel 1999 e nel 2001, che consentirono alla società Mirabello 2000 di sfruttare commercialmente, con il pieno diritto di proprietà, l’area circostante lo stadio di calcio. I valori in gioco la dicono lunga: La Mirabello 2000 compra l’area nel 1994 dalla Cassa di Risparmio per 500mila euro. Poi vende la parte edificabile nel 2001 alla Reggiana per 5 milioni di euro. E la Reggiana la rivende un anno dopo alla Tuttogiglio per 9,3 milioni. Lo stesso anno la Tuttogiglio viene poi comprata per 15 milioni di euro dagli immobiliaristi Danesi e Amadio.Nel 2003 la Mirabello 2000 cede a Danesi e Amadio un altro pezzetino di diritti edificatori che si era tenuta in pancia per altri 2 milioni e 450mila euro, e il Comune vende sempre ai due per il prezzo stracciato di 80 euro al metro quadro una nuova area di 6mila metri. Nel 2005 Amadio esce di scena e al suo posto entra la banca olandese ABN Ambro. Assieme a Danesi essa costruisce il complesso commerciale dei Petali, spendendo 34 milioni e nel 2007 i due soci rivendono Petali e Tuttogiglio alla banca ING per 95 milioni.Una vertiginosa crescita di valore, di cui hanno beneficiato persone e società private. Il Comune di Reggio, invece, in tutti questi anni, ha atteso la sua modesta contropartita, stabilita con una perizia richiesta all’epoca della giunta Spaggiari in uno virgola otto milioni di euro. La Tuttogiglio però non l’ha pagata in moneta, ma appunto con il centro culturale di 3200 metri quadri di superficie utile, da consegnare secondo contratto entro il 2005, con sale prove per i gruppi musicali e spazi atterzzati per attività giovanili, come dice la Giunta nel 2001.Avrebbe dovuto essere un immobile finito e agibile, ma al Comune arriverà invece, in ritardo sui tempi previsti, una torre con finiture minime, tanto che oggi vene messa all’asta allo stato di ‘grezzo avanzato’, cioè completa fuori ma senza pavimenti, rivestimenti, pareti e impianti all’interno. Il suo valore, a base d’asta, è fissato in 3milioni e trecentoventi mila euro. In cambio altri privati apriranno uffici e saracinesche attorno allo stadio. Le attività consentite sono tante: dagli uffici alle banche agli alberghi. L’unica cosa che mancherà, probabilmente, è quel Centro culturale promesso dieci anni fa.

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