Una notte al Duse, teatro che non vuole morire


BOLOGNA, 8 GIU. 2010 – Decine di artisti sul palco e centinaia di spettatori stipati in platea e nei loggioni. E’ stata un successo la serata per salvare il Duse dalla chiusura. Un successo di pubblico e una risposta da parte del mondo dello spettacolo niente male per un "ente inutile". E’ questa infatti la classificazione sotto la quale è finito, assieme a d altri 230 enti, l’Eti, l’Ente teatrale italiano cui il Duse fa capo. Al teatro di via Cartoleria, uno dei palcoscenici storici della città, ieri sera è andato in scena l’evento per sollecitare una soluzione alla chiusura. Un’ipotesi potrebbe essere, per esempio, un passaggio graduale alle istituzioni locali, magari con un accorpamento all’Arena del Sole."Abbiamo sempre guardato a Bologna come a un punto di riferimento – ha detto l’attore Silvio Orlando – a un posto dove la cultura veniva esaltata, ora il fatto che proprio a Bologna chiuda un teatro è un brutto segno". Il sostegno alla storica sala bolognese è stato di colore bipartisan. Come prova il volantinaggio congiunto fuori dal Duse di Generazione Italia e dei giovani del Pd. "Vedere interessati i politici di tutti gli schieramenti è un segnale forte di come il Duse sia un bene della città e di tutti", ha commentato Marco Montanari, direttore del teatro.In questi giorni il commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri terrà degli incontri nel tentativo di salvare il teatro. Ieri una proposta per gestire la struttura per un triennio è arrivata da una cordata di imprenditori vicini al movimento civico ‘Bologna capitale’. Deus ex machina dell’iniziativa privata è Giorgio Giatti che stamattina ha chiesto in via formale la possibilità di accedere ai conti della gestione del Duse.L’offerta della cordata è stata accolta con favore dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. Un apprezzamento arrivato due ore dopo l’offerta, con una tempestività tale da fare insospettire l’assessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti che ha chiamato Giatti a chiarire meglio la sua proposta. "Immagino che un produttore di climatizzatori abbia dietro qualcuno che ne sa di teatro, ci dica chi è", sono state le parole dell’assessore. Da parte della Regione, ha assicurato Mezzetti, "rimane ferma la disponibilità ad avanzare proposte, ma solo davanti ad un impegno scritto e chiaro del Governo per i fondi necessari a salvare il Duse (1,8 milioni)".A storcere il naso davanti a un eventuale gestione privata è stato anche il presidente dell’Eti Giuseppe Ferrazza. "Ad agosto scade il contratto di affitto e allora i proprietari possono dare il Duse a chi vogliono", ha premesso Ferrazza, uscendo da un incontro con il commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri. Di certo, ha proseguito, "servirebbero privati disposti a investire molto, perché il Duse costa 1,2 milioni all’anno che forse si potrebbero ridurre a uno". Ma in quel caso cambierebbe anche la programmazione: "Un teatro classico non regge senza contributi, bisogna vedere a cosa si vuole destinarlo: se riempirlo con dei barzellettieri o no". Quello con la Cancellieri, ha proseguito Ferrazza, "é stato un incontro interlocutorio, ma positivo: c’é comunanza di intenzioni".

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