“Una giornata senza permesso”: i migranti verso il 1° marzo


BOLOGNA, 18 FEB. 2011 – In pochi avranno dimenticato il 1° marzo 2010. Quel giorno – quasi un anno fa – i migranti d’Italia hanno deciso di far capire a tutto il paese quanto il loro contributo sia ormai diventato fondamentale per il funzionamento della nostra società e della nostra ecomonia. Sono scesi in piazza, per la prima volta hanno scioperato e si sono astenuti dal lavoro: l’importanza di una presenza, continua e silenziosa, resa evidente da un’assenza.Dopo quel corteo, che ha unito migranti e italiani contro la legge Bossi-Fini e il razzismo, sono successe tante cose. Settimane di lotte degli operai su una gru di Brescia e su una torre di Milano, mesi di contrasti tra i sindacati culminati nella manifestazione promossa dalla Fiom il 16 ottobre e in quella che il 13 novembre ha riunito a Bologna i migranti dell’Emilia-Romagna. Fino all’estrema attualità, agli sbarchi di coloro che hanno deciso di scappare dai paesi in rivolta nella sponda sud del Mediterraneo, rimettendo nuovamente a nudo l’incapacità del governo italiano in materia di accoglienza.La lista dei motivi che spingono i migranti a ripetere l’esperienza dell’anno scorso è dunque molto lunga. L’appuntamento è già fissato per martedì 1° marzo 2011, e si punta a superare la quota dei 15 mila manifestanti che parteciparono al primo sciopero. Ma in vista del bis, il Coordinamento dei migranti di Bologna e provincia lancia per domenica 20 febbraio la "Giornata senza permesso".Sarà innanzitutto una giornata di festa, che comincerà alle 10 al Circolo Katia Bertasi di via Fioravanti 22 con giochi per bambini, proiezione di filmati sulle rivolte nel Maghreb e in Egitto e un pranzo a base di specialità marocchine, tunisine e pachistane. Alle 14, poi, ci sarà un momento di discussione tra studenti italiani e migranti, prima di scatenarsi a ritmo di hip hop nel laboratorio "Hip hop on the move" creato appositamente per le seconde generazioni di stranieri che vivono a Bologna. Ma il momento più importante arriverà alle 16,30 con un’assemblea pubblica organizzata per discutere del prossimo 1° marzo. A confronto con i padroni di casa ci saranno il Coordinamento migranti di Castelmaggiore, l’Associazione dei diritti per tutti di Brescia, gli immigrati autorganizzati di Milano, il Coordinamento migranti del Basso mantovano, i delegati Rsu che hanno partecipato alla manifestazione dell’anno scorso e il Comitato 1 marzo Bologna. Tutti insieme per preparare il secondo sciopero dei migranti. E ricordare a chi se lo fosse dimenticato che ormai non si può più fare a meno di loro.

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