“Una giornata per dire grazie”


BOLOGNA, 8 MAR. 2013 – “Una giornata per dire grazie” a tutti coloro che si sono impegnati e messi all’opera fin da subito dopo il terremoto che nel maggio scorso ha colpito l’Emilia-Romagna, provocando 28 morti e 397 feriti e producendo danni in 57 Comuni. Un momento di incontro voluto dalla Regione con le istituzioni e gli operatori e i volontari della Protezione civile intervenuti durante l’emergenza terremoto si terrà infatti domani, sabato 9 marzo al Paladozza di Bologna. La manifestazione si terrà dalle 9.45 alle 13 e verrà trasmessa in diretta web sia sul nostro portale dell’economia www.viaemilianet.it che sul sito www.trc.mo.it, oltre che sul portale regionale. Trc, inoltre, la riproporrà domenica 10 marzo dalla 10 alle 12.“Nel pieno del lavoro per la ricostruzione desideriamo esprimere il ringraziamento delle istituzioni per la capacità organizzativa, l’impegno e la significativa prova di solidarietà e professionalità dimostrata all’Emilia ferita”, sottolinea l’assessore alla Difesa del suolo e protezione civile Paola Gazzolo che parteciperà alla manifestazione insieme al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, al capo Dipartimento nazionale della Protezione civile Franco Gabrielli, al direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile Maurizio Mainetti e ai rappresentanti di tutte le componenti del sistema nazionale integrato di Protezione civile.L’incontro sarà l’occasione per ripercorrere, partendo dalla voce dei protagonisti diretti e con l’ausilio di immagini e video, le tappe più significative dell’intervento del sistema nazionale regionale e locale di Protezione civile: dall’immediata mobilitazione dei soccorsi con la partenza delle colonne mobili del volontariato la notte del 20 maggio, all’allestimento e la gestione dei campi di assistenza alle persone sfollate fino alle misure intraprese per la ricostruzione e la ripresa nelle province colpite.Le cifre dell’impegno Assistenza alla popolazione. Il picco dell’accoglienza si è registrato nella settimana dal 7 al 12 giugno quando è stata data ospitalità a 15.031 persone: 3.217 in 55 strutture al coperto, 1.753 in 250 alberghi, oltre 10 mila in 36 campi allestiti dalle colonne mobili dell’Emilia-Romagna, di 13 altre Regioni e di 7 associazioni nazionali di volontariato. Solo la Colonna mobile regionale dell’Emilia-Romagna è intervenuta nella gestione o cogestione di 24 campi. Numeri che è possibile tradurre concretamente ricordando i 17.450 posti letto preparati in 1.825 tende, i 230 servizi igienici mobili allestiti e le oltre 30 cucine che hanno sfornato più di 7 milioni di pasti. Sono 21 mila, di cui 7.000 emiliano romagnoli, i volontari intervenuti. Hanno messo in campo un impegno pari a 200 mila giornate/uomo.Verifiche di agibilità e rilievi dei danni. I Vigili del fuoco hanno svolto circa 57 mila sopralluoghi speditivi, oltre a operazioni di soccorso, demolizioni e messa in sicurezza di edifici pericolanti. A queste ultime attività hanno dato un contributo anche le Forze Armate, con l’impiego medio di 330 unità di personale e 60 mezzi. Alle verifiche speditive si sono affiancati i circa 42 mila sopralluoghi con la compilazione della scheda Aedes (necessaria per il ripristino e il pagamento dei danni) condotti in soli circa 2 mesi da 1.690 squadre di rilevatori composte da 3.200 tecnici, intervenuti a titolo volontario e provenienti da tutta Italia per controlli su abitazioni, scuole, uffici, imprese, depositi ed edifici a uso ricreativo. In totale, per concludere le verifiche sull’agibilità degli edifici e il rilievo del danno sono state effettuate 6.300 giornate lavorative.Le opere provvisionali. Alle circa 160 opere provvisionali immediatamente disposte dalla Dicomac (la Direzione di comando e controllo che viene attivata solo a seguito di grandi emergenze), sono seguite le 1.298 autorizzate dal Commissario delegato alla ricostruzione, pari a un investimento di oltre 140 milioni di euro. Si tratta di opere fondamentali per il ritorno alla normalità e la progressiva riduzione delle zone rosse dei centri storici: riapertura della viabilità; eliminazione degli elementi di rischio esterno che impedivano il rientro nelle abitazioni agibili; ripristino della funzionalità dei servizi pubblici essenziali e la salvaguardia da danni irreversibili di beni collettivi.Le scuole. Il terremoto di maggio ha provocato danni in 450 edifici scolastici. Il 17 settembre gli studenti hanno potuto iniziare regolarmente l’anno scolastico. Per oltre 250 edifici si sono svolti interventi di riparazione, mentre sono stati attivati 30 prefabbricati modulari (che saranno utilizzati fino all’inizio del prossimo anno scolastico) e 28 edifici scolastici temporanei (per le scuole che non potranno essere riparate entro il prossimo settembre).La sicurezza. Forze dell’ordine e Corpi dello Stato sono stati impegnati non solo nelle attività di soccorso alla popolazione, ma anche in funzione antisciacallaggio e per i controlli sull’ordine pubblico. 800 i Carabinieri mediamente in servizio ogni giorno, a cui si sono aggiunti oltre 4.000 forestali e più di 9.000 operatori delle Polizie locali. Al loro fianco, un ruolo importante è stato svolto anche dagli agenti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.Sanità. La Sanità regionale, il 118 e il Servizio veterinario si sono immediatamente attivati. Nelle strutture ospedaliere di Modena sono stati attivati diversi Punti medici avanzati che hanno erogato assistenza sanitaria alle popolazioni.Durante l’emergenza, sono stati evacuati 619 pazienti degli ospedali di Mirandola, Carpi e Finale Emilia (Modena) e Bondeno (Ferrara) e 420 persone anziane e disabili ospitate nelle strutture sociosanitarie, cui si sono aggiunti anche circa 1.700 anziani e disabili, precedentemente assistiti a domicilio.Sociale. Numerose le iniziative intraprese dai Servizi sociali, che hanno anche visto in campo – grazie anche alla collaborazione con gli ordini professionali – assistenti sociali, psicologi, mediatori culturali ed educatori.Continuità amministrativa. Più di 2.200 dipendenti di Comuni e Province sono giunti in Emilia da tutta Italia per contribuire a garantire la continuità amministrativa e i servizi dati ai cittadino dagli enti locali colpiti dal sisma.

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