Una domenica a Ferrarilandia


MARANELLO (MO), 12 NOV. 2010 – Abu Dhabi e Maranello. Per un giorno sono puntati qui i riflettori del circo dello sport. Negli Emirati Arabi Uniti si corre l’ultima gara del campionato di Formula Uno. A sorpresa Alonso con la sua Ferrari si trova in testa alla classifica e con la possibilità di portare a casa il mondiale. Un’ipotesi, impensabile fino a poche settimane fa, che sta facendo andare in fibrillazione i tifosi della Rossa. Molti di loro si sono dati appuntamento a Maranello, in piazza Libertà, dove è stato allestito un mega schermo. Da lì seguiranno la competizione."Erano troppe le richieste di gente che voleva venire qui a tifare Ferrari – spiega il sindaco di Maranello Lucia Bursi – così al posto della solita sala che tiene 400 persone abbiamo deciso per proiettare in piazza la gara". Nella cittadina emiliana oltre alla miriade di fan del cavallino sono attesi tanti giornalisti e troupe televisive da tutto il mondo. Vietato perdersi le immagini di una possibile festa simile a un carnevale in anticipo.Intanto proprio ad Abu Dhabi le celebrazioni della rossa di Maranello sono iniziate già con due settimane d’anticipo rispetto al gran premio. Qui, vicino al circuito, nella Yas Island, isola sorta dal nulla del deserto, si è inaugurato il Ferrari World, il primo parco dei divertimenti tematico dedicato all’italico gioiello dei motori. Ottantasei mila metri quadrati di giostre e attrazioni tutte al coperto, per via delle tempeste di sabbia che soffiano frequenti in questa ragione. E anche perché con quaranta gradi di temperatura non a tutti viene voglia di mettersi a giocare.Meglio divertirsi indoor, con aria condizionata a manetta. Che tanto, nella terra del petrolio la luce elettrica costa una bazzecola. Nel paese dei balocchi marchiato con lo scudo del cavallino, tutto è reso possibile dall’oro nero degli sceicchi. Anche la montagna russa più veloce del mondo, dove, chiusi in una monoposto, si schizza a 240 chilometri all’ora. Niente di meglio per festeggiare fino in fondo la vittoria di un mondiale.A Maranello ci si accontenta di meno, girando in tondo in macchina per le vie della circonvallazione. Volendo, c’è anche il museo Galleria Ferrari, aperto tutta la domenica. Certo, una festa più mesta. D’altronde Maranello resta lontana dall’ostentazione della ricchezza di Abu Dhabi. In terra emiliana le Ferrari restano chiuse nei capannoni degli artigiani, i quali montano in sella giusto per un giro in periferia. Quanto basta per non far diventare le ruote quadrate, poi subito dentro, al riparo dall’umidità. Magari in attesa di un acquirente se gli affari vanno male per via della crisi.Se ci fosse un gemellaggio tra Maranello e Abu Dhabi, con tanto di scambio di scolaresche, a guadagnarci sarebbero i bambini modenesi, contenti di farsi un giro a Ferrarilandia. Per i loro coetanei arabi la solita visita guidata agli stabilimenti e nelle sale del museo, tra pezzi meccanici e cimeli sportivi. Nemmeno la consolazione di una tigella farcita di salame.

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