Un weekend romagnolo per Rai Radio 3


13 APR. 2010 – Il 16, 17 e 18 aprile Rai Radio 3 si traferisce a Cervia. Marino Sinibaldi, direttore dell’emittente, tornerà eccezionalmente conduttore della sua storica trasmissione "Fahrenheit", per un faccia a faccia con Alessandro Baricco che aprirà venerdì pomeriggio i tre giorni di programma di "Radio 3 InFestival". La rassegna, per il quarto anno, vedrà infatti realizzare in diretta gran parte della programmazione con ospiti e puntate straordinarie in varie sedi della cittadina romagnola. Non solo, quindi, "Tutta la città ne parla", "Radio 3 Suite", "I concerti del mattino" o "La barcaccia" (che tra gli altri porta a esibirsi a Cervia Daniela Mazzucato) e "Il dottor Djembè" con le improvvisazioni di Stefano Bollani e Davide Riondino, ma anche una serie di "Cantieri", da quello che vedrà i bambini della cittadina, già impegnati in un loro Consiglio comunale che collabora con quello degli adulti, come ha ricordato il sindaco Roberto Zoffoli, creare una propria trasmissione, a quello di Riondino sulla Poesia a braccio, con i contrasti in ottave dei poeti estemporanei toscani e reatini. "La nostra è una Radio 3 legata alle sue radici e tradizioni ma che cerca di rappresentare il contemporaneo, interessata all’alto e al basso, che vorrebbe trascurare il medio e si immagina come una piccola comunità che mette al centro la musica di qualità, i libri, la cultura, l’arte e il teatro, la memoria e la scienza", ha sottolineato Sinibaldi, ricordando che il primo ottobre Radio 3 compirà 60 anni, che verranno adeguatamente festeggiati. Comincia subito Alessandro Bergonzoni, che ha scritto una "Dichiarazione di dipendenza da Radio 3", che a Cervia chi vorrà potrà firmare, ricevendo un attestato. Di "InFestival" si possono ricordare ancora lo speciale "Radio 3 Scienza" sul nucleare, "Radio 3 Mondo" sulla situazione iraniana, il "Teatro in diretta" con un curioso omaggio di Fabrizio Gifuni a Cesare Pavese e Baliani col suo "Kohlhaas" da von Kleist, oltre a "Radio 3 Suite" di sabato sera col grande concerto della Kocani Orkestar’, "disordinatamente – come l’ha definita Sinibaldi – fragorosamente e poeticamente balcanica".

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