Un terzo dei dipendenti in esubero alla Way


BOLOGNA, 10 MAR. 2010 – Una storia che ricorda un po’ quella della Omsa di Faenza, avviata alla chiusura a causa del trasferimento della produzione di collant a Mantova e in Serbia. E’ quella dei lavoratori della Way di Galliera, in provincia di Bologna. Da quando la proprietà, la multinazionale leader nel settore dei serramenti Somfy, ha previsto 51 esuberi, i dipendenti protestano con scioperi e un’assemblea permanente. Il progetto della casa madre è di trasferire parte della produzione di automatismi per i serramenti in Francia e in Tunisia. Con la chiusura di uno stabilimento a Zola Predosa sarebbero 51 gli esuberi su 154 occupati.Secondo la Fiom-Cgil si tratta di un’operazione attuata nascondendosi dietro la scusa della crisi dell’economia, che sta coinvolgendo tutto il settore metalmeccanico italiano. "E’ un meccanismo per spostare le attività produttive in Tunisia, dove lo stipendio di un lavoratore si aggira intorno ai 300 euro, un quarto di quello che guadagna un lavoratore qua", spiega Andrea Vaccarella della Fiom-Cgil Bologna.A causa della forte concorrenza cinese, a novembre l’azienda aveva presentato ai sindacati un piano di rilancio con l’impegno a limitare al minimo l’impatto sull’occupazione. Un documento che è stato valutato dai sindacati non tanto come un progetto verso lo sviluppo quanto un piano di riduzione della capacità produttiva e lavorativa dell’azienda.Negli ultimi due anni l’azienda non ha fatto ricorso ad alcun tipo di ammortizzatore sociale, nonostante la disponibilità delle organizzazioni sindacali ad applicare contratti di solidarietà. L’obiettivo principale, per le sigle che difendono i lavoratori, è far restare in provincia di Bologna i posti di lavoro.

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