Un regione sempre più al centro di grandi snodi


BOLOGNA, 13 MAG. 2010 – Le infrastrutture viste come elemento base della competitività dell’economia emiliano romagnola, un motore produttivo che pompa, ma allo stesso tempo riceve, merci da e per ogni dove. Questo il punto di partenza di una giornata di studi dedicata alla mobilità, ai collegamenti nazionali ma soprattutto a quelli internazionali. Un convegno, organizzato da Cna Emilia Romagna, che si tiene a Ravenna (presso la sede provinciale della confederazione) venerdì 14 maggio e che ha per titolo “Il territorio emiliano romagnolo come naturale connessione tra la struttura terrestre e marittima dei grandi corridoi transeuropei”. A partire dalle ore 14 e 30, a confrontarsi su temi quali il nuovo Piano Territoriale Regionale e i progetti messi in campo dalla nuova Commissione Europea, ci saranno, oltre a esponenti della Cna, l’on. Debora Serracchiani, componente della Commissione Europea per i Trasporti ed il Turismo, l’Assessore alla Programmazione territoriale, infrastrutture materiali ed immateriali, logistica e trasporti della Regione Emilia-Romagna Alfredo Peri ed il Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna Giuseppe Parrello. "La nostra regione – ha spiegato Paolo Govoni, presidente di Cna Emilia Romagna – è storicamente attraversata da grandi direttrici di traffico nazionale ed internazionale". Govoni ha ricordato che questo "ruolo di cerniera" tra il centro sud ed il nord "deve essere rivisto alla luce dei nuovi corridoi transeuropei".Naturalmente a questo sistema, si associano i nodi portanti per la mobilità delle persone: accanto alle principali stazioni ferroviarie si evidenzia un sistema aeroportuale regionale che, nell’ambito di un quadro nazionale in forte evoluzione, presenta una movimentazione annuale complessiva di oltre 6 milioni di passeggeri, di cui 4,8 milioni fanno riferimento all’aeroporto di Bologna, caratterizzato anche da voli intercontinentali, mentre la restante parte è ripartita sugli altri tre aeroporti nazionali e internazionali di Forlì, Parma e Rimini. Un nuovo gate di accesso al nostro territorio è poi rappresentato dal nuovo Terminal Passeggeri di Ravenna, unico terminal presente in regione. "Fare partire concretamente le grandi opere – aggiunge Natalino Gigante, direttore della Cna ravennate – è un obiettivo che dovrebbe essere unitario; non è pensabile che in Italia dal momento della decisione al momento dell’avvio del cantiere trascorrano oltre tre anni contro i pochi mesi impiegati dai Paesi nostri concorrenti. Anche per il porto di Ravenna, occorre accelerare con l’approfondimento dei fondali e portare a termine gli interventi infrastrutturali previsti dall’Autorità Portuale"."La mancanza di certezze amministrative e di una pianificazione nazionale ed interregionale della portualità – ha ribadito il presidente dell’Autorità Portuale Giuseppe Parrello – vanifica qualsiasi ragionamento serio sia possibile intraprendere con interlocutori privati".

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