Un regalo di Natale rossoblu


BOLOGNA, 24 DIC. 2010 – Tacopina, Joe marmellata, Taci, Porcedda. Ecco i nomi, tra l’improbabile ed il ridicolo, di chi si è occupato del Bologna calcio dal 2005 ad oggi, fino all’ultimo della serie che l’ha avuto tra le mani per circa 6 mesi. Dal 23 dicembre le cose cambiano. Nuove risorse, nuove idee, soprattutto uomini nuovi. Massimo Zanetti presidente, Gianni Morandi presidente onorario, Marco Pavignani vice e Luca Baraldi amministratore delegato. E’ il primo organigramma di vertice della cordata imbastita da Giovanni Consorte e dal patron della Segafredo per portare in salvo la squadra e la società: se queste decisioni non fossero state prese ora, l’ipotesi del fallimento sarebbe presto divenuta terribilmente realistica. Infatti una miriade di voci, da un mese a questa parte, non ha prodotto risultato alcuno e solo Zanetti ha preso di petto la situazione portandola a soluzione. La conferenza stampa di presentazione ha toccato molti punti, seppure ancora con indicazioni embrionali, vista l’urgenza delle scelte immediate da fare per sfuggire alla sorte peggiore. Comunque il presidente ha detto di voler portare solidità e tranquillità negli ambienti rossoblu e quindi tra i tifosi e gli sportivi tutti, ormai da troppi anni sballottati nei marosi di crisi continue. Di voler gestire managerialmente la società e di voler coinvolgere vari strati della società provinciale e cittadina per cercare di dar vita a qualcosa di nuovo. E di non avere nessuna intenzione di pensare a nuovi stadi, preferendo largamente una modernizzazione del Dall’Ara.E’ certo che i suoi compiti, e quelli dei 14 soci – insieme hanno già versato un capitale sociale di 10 milioni – saranno non facili, ma si intravede almeno la possibilità, tecnica ed economica, di fronteggiarli adeguatamente, cosa che non capitava da troppo tempo. Le acque dell’incontro con la stampa si sono parecchio increspate, ad un certo punto, quando i cronisti hanno riferito dell’avversione di alcuni giocatori e di gruppi di tifosi al rientro nei ranghi di Baraldi. Sono echi della sua precedente presenza, ma Zanetti ha confermato di aver agito in base alla massima fiducia e comunque è parso che il prolungare la polemica sappia molto della patina provinciale che Bologna spesso e volentieri ama mettersi adosso, incapace di analisi equilibrata e di ragionamento conseguente.Sarà mai possibile che versando  una valanga di euro questi signori non possano scegliere l’uomo che li dovrà amministrare? Sembra veramente impossibile fare diversamente ed anche i calciatori dovranno convenire in proposito. Altrimenti grazie ed addio. La rosa rossoblu non è certo fatta di fenomeni. Allora si lasci un minimo lavorare chi è appena salito in sella: nessuno ha la bocca tappata, ma ora sarebbe intempestivo del tutto proseguire con queste illazioni, in un momento nel quale la svolta attesa come un messia si realizza veramente. Anche perché la cosa più importante è un’altra e per inseguire la polemica è rimasta fuori da queste acide schermaglie. Eccola: il Bologna deve continuare a fare punti, la stagione è ancora lunghissima e quello dei punti da totalizzare è l’unico imperativo categorico dei prossimi mesi. Piaccia o non piaccia.

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