Un popolo di studenti e lavoratori


BOLOGNA, 26 OTT. 2010 – A dispetto delle difficoltà che vivono quotidiamente nel nostro Paese, gli immigrati regolari in Italia sono aumentati di 10 volte in 20 anni. In alcune regioni poi, la loro presenza sta diventando una parte sempre più integrante della vita sociale e di quella economica. L’Emilia-Romagna guida la fila e occupa, nel rapporto 2010 Caritas/Migrantes, il primo posto a livello nazionale per incidenza percentuale di alunni stranieri e di residenti in rapporto al totale della popolazione. Sono infatti pari al 13,5% gli studenti non italiani nelle scuole della regione, ben 6 punti sopra la media italiana, con un incremento significativo nella scuola primaria (14,8% sul totale degli alunni) e secondaria di primo grado (15,2%) e una presenza crescente nei nidi (8,2%).Analizzando le cifre, gli studenti non italiani nelle scuole della regione sono pari al 13,5%, ben 6 punti sopra la media nazionale, con un incremento significativo nella scuola primaria (14,8% sul totale degli alunni) e secondaria di primo grado (15,2%) e una presenza crescente nei nidi (8,2%). I residenti stranieri, invece, hanno toccato nel 2009 quota 515.794, arrivando a rappresentare il 10,5% dell’intera popolazione regionale. A questi, tra l’altro, vanno aggiunti i 7.200 nuovi emiliano-romagnoli che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nello scorso anno e gli 11.107 bambini nati da madri straniere (pari al 28% dei nuovi nati). Un fenomeno in forte crescita, dunque, e sempre più omogeneo. Se infatti nel 2004 erano 22 i comuni che superavano il 10% di immigrati, nel 2009 sono stati 140. Guai, però, a considerare tutti questi stranieri come un ostacolo o una zavorra per la nostra economia, perchè dai dati di Caritas Migrantes presentati ieri in Regione emerge addirittura il contrario. Gli immigrati contribuiscono alla ricchezza collettiva: con il loro contributo viene pagato il 5% delle pensioni erogate in Emilia-Romagna. Bisogna pensarci due volte, quindi, prima di usare il pugno di ferro. "L’immigrazione esiste – ha detto l’assessore regionale alle Politiche Sociali e di integrazione per l’immigrazione Teresa Marzocchi – Non ha senso essere favorevoli o contrari. Nel prossimo anno punteremo sull’insegnamento dell’italiano. Siamo sempre stati contrari al vincolare lavoro e permesso di soggiorno e ora non siamo favorevoli all’accordo di integrazione proposto dal governo: sono parole senza soldi e, a differenza del resto d’Europa, non vuole integrare le persone dopo il loro arrivo ma vuole che gli stranieri arrivino già, per così dire, con il bollino".La comunità straniera più numerosa in Emilia-Romagna resta quella proveniente dal Marocco (14,6%) seguita da romeni (13,1) e albanesi (12,7). Sono però in crescita le presenze da Ucraina, Moldavia, Pakistan, Bangladesh e India. Secondo il rapporto, i lavoratori dipendenti non italiani attivi in regione sono 307.769, pari al 19,3% del totale. Sono impiegati prevalentemente nei settori dell’industria, delle costruzioni, dei servizi alle imprese, dell’agricoltura e in quello alberghiero e nel 2008 si erano fernati al 18,8%. In crescita anche gli imprenditori stranieri, 31.101, pari al 7,3% delle imprese attive. "C’é una forte propensione degli artigiani stranieri all’associativismo – ha spiegato Massimo Ferrante, direttore di Cna-Bologna – Inizialmente è un supporto indispensabile per avviare un’attività, ma poi resta l’impegno, tanto che ci sono imprenditori immigrati nei nostri organismi dirigenti. E non solo per i lavori cosiddetti svantaggiati".

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