Un piano per salvare l’agricoltura


BOLOGNA, 16 DIC. 2009 – Anche l’agricoltura è ufficialmente in difficoltà. I primi dati sul 2009 dell’Emilia-Romagna parlano chiaro: -10% sulla produzione lorda vendibile, pari a 350 milioni di euro. Ed è con queste premesse che la Regione ha presentato il Programma di Sviluppo Rurale per il 2007/2013: 1 miliardo e 80 milioni stanziati, divisi in quattro grandi filoni. Oltre a 400 milioni serviranno per aumentare la competitività degli emiliano-romagnoli: 434 per il miglioramento dell’ambiente agricolo, 130 per la diversificazione dell’economia e una cinquantina destinati all’iniziativa comunitaria Leader, cioè i progetti di sviluppo integrato.Il presidente della Regione Vasco Errani, nel suo intervento, ha sottolineato lo sforzo economico dell’amministrazione, non supportato in toto dal Governo. "Noi sentiamo il peso non positivo di questa finanziaria nazionale, tuttavia vogliamo fare fino in fondo la nostra parte". L’assessore alle politiche agricole Tiberio Rabboni ha sottolineato che per superare la crisi che colpisce il settore si deve investire: giovani, competitività, ambiente e organizzazione. Ma gli aiuti all’agricoltura non finiscono qui. Dopo le misure sul credito varate nell’ultimo anno per i comparti maggiormente in crisi (lattiero-caseario, suinicolo e frutta), la Giunta regionale ha approvato un nuovo programma operativo rivolto all’insieme delle imprese, senza distinzioni tra settori di produzione, attraverso la concessione di un aiuto de minimis sotto forma di concorso interesse sui prestiti di conduzione da concedere per il tramite degli Organismi di garanzia (Confidi agricoli). E ha deciso di finanziarlo con lo stanziamento di un milione e 300 mila euro."L’obiettivo dell’iniziativa regionale è di aiutare le imprese agricole a superare le grosse difficoltà che incontrano ad accedere ai prestiti bancari – ha sottolineato Rabboni – in conseguenza della stretta creditizia che caratterizza il mercato finanziario mondiale. In un contesto segnato anche da una consistente riduzione delle entrate e quindi dei redditi agricoli, i produttori devono ricorrere al credito per reperire i capitali di anticipazione necessari alla conduzione aziendale".I prestiti, che sono a breve termine con durata fino a 12 mesi, coprono le spese che l’imprenditore agricolo deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo-colturale fino alla vendita dei prodotti. L’importo massimo del prestito per azienda è di 150 mila euro ed è calcolato attraverso parametri definiti con riferimento alle superfici coltivate, ai capi allevati o alle attività svolte. Sono ammesse le imprese che presentano richieste non inferiori a 6 mila euro.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet