Un pezzo di Maserati se ne va a Torino


©Trc-TelemodenaMODENA, 4 MAG. 2011 – Mentre dall’ufficio stampa di Maserati ci si limita ad annunciare l’apertura per venerdì di un nuovo show-room a Malmo, in Svezia, a Modena ci si interroga sulle ricadute per lo stabilimento di via Ciro Menotti del referendum relativo alla ex Bertone di Torino.L’esito era scontato, anche la Fiom aveva deciso di dare indicazioni di votare “sì”: gli addetti dello stabilimento piemontese erano in cassa integrazione da troppo tempo e la prospettiva di produrre la vettura Maserati di bassa gamma, con relativi investimenti da parte di Fiat, era una prospettiva impossibile da contestare.A maggior ragione, però, da oggi ci si chiede cosa succederà allo stabilimento Maserati di Modena. Anche su questo il fronte sindacale è diviso: c’è chi pensa che potrà continuare con la sua produzione standard e chi, invece, chiede alla dirigenza Fiat di chiarire finalmente quali siano i piani industriali per la produzione di alta gamma concentrata nello stabilimento modenese.Marchionne, nella sua ultima visita nella nostra zona, aveva lamentato il poco spazio per la fabbrica geminiana. Subito l’amministrazione si era messa a disposizione per trovare il modo di allargare lo stabilimento. Dalla Uil, settimana scorsa, era arrivata anche la proposta di individuare capannoni dismessi che consentissero quell’ampliamento considerato strategico dalla proprietà.Su tutto aleggia la domanda di certezze per il futuro di una delle aziende che hanno fatto la storia non solo del nostro tessuto economico, ma anche di quella Modena terra di motori che ci si appresta a celebrare con l’inaugurazione del Museo Casa Natale Enzo Ferrari.

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