Un parco senza bavaglio


CORREGGIO (RE), 27 LUG. 2010 – E’ la risposta che Correggio dà a chi vuole mettere in discussione la libertà di espressione e informazione nel nostro Paese. Un parco, che prende il nome il nome proprio dal passo della Costituzione Italiana che tutela questo diritto: l’"Articolo 21". Il Settore Qualità Urbana del Comune reggiano ha voluto realizzarlo per ricordare in particolare tutti i giornalisti che, in nome di questa libertà, hanno pagato il proprio impegno anche a prezzo della loro stessa vita. E oggi pomeriggio alle 18, per inaugurarlo ufficialmente arriveranno l’onorevole Giuseppe Giulietti, fondatore dell’associazione “Articolo 21”, Gerardo Bombonato, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, e Marco Gardenghi in rappresentanza dell’Associazione Stampa Emilia-Romagna, oltre a giornalisti e direttori di testata reggiani. Con una grande festa viene così restituito ai correggesi un pezzo di territorio completamente ripensato: non un parco vero e proprio, ma, piuttosto, un luogo dove fare una breve sosta, correre, prendere il sole o bagnarsi di pioggia, meditare, chiacchierare, leggere o socializzare. Un posto semplice, con poche infrastrutture, che lascia intatto il valore naturalistico dell’area. A fare gli onori di casa sarà il sindaco di Correggio Marzio Iotti. E a condurre, tra un aperitivo a base di cocomere e meloni e i concerti di “Popinga” e “Rifkin Kazan”, è stato chiamato il giornalista Fabrizio Piccinini.Costato circa 80.000 euro, il primo stralcio del parco "Articolo 21" è stato realizzato nell’ambito del “Piano di solidarietà sociale”, che prevede un accordo tra il Comune di Correggio e la Cooperativa sociale Elfo di Reggio Emilia per lo svolgimento di interventi di manutenzione al patrimonio verde comunale con l’impiego di personale in stato di cassaintegrazione. Negli interventi di nuova piantumazione, di selezione all’interno dell’area boscata e nella costruzione del ciclopedonale e della staccionata di protezione sono state impiegate, inoltre, cinque persone in stato di disoccupazione a seguito della crisi economica.L’area del parco – situato in via Gandhi, nella frazione di Fazzano – è occupata per il 60% circa da un invaso d’acqua. Questo bacino di compensazione idraulica al servizio del cavo Argine, che scorre confinante all’area, era stato realizzato nel 2006 per facilitare il deflusso della pioggia del quartiere Espansione Sud. Al termine di questi lavori, l’area si presentava con un invaso della profondità di 8 metri, con le sponde molto ripide e prive di vegetazione. Il progetto di riqualificazione ha cercato di valorizzare l’area sviluppando la fruibilità e mantenendo il valore biologico del sito. Sono state messe a dimora nuove piante per creare uno schermo ambientale di separazione dalla nuova strada molto trafficata e in particolare è stata realizzata una fascia boschiva con circa 260 essenze arbustive autoctone o naturalizzate, fornite gratuitamente dai vivai regionali, mantenendo l’orizzonte libero sull’Appennino, particolarmente bello nelle giornate terse.  Completamente nuovo il percorso ciclopedonale, adattato alla vegetazione esistente, che offre la possibilità ai visitatori, lasciata l’auto nel parcheggio di via Gandhi, di girare intorno al laghetto, di inoltrarsi nella parte boscata e di collegarsi con la ciclabile del cavo Argine. Il percorso è stato accessoriato con semplici sedute, realizzate con tronchi di legno, leggermente lavorati. È stato costruito ex novo anche un ponte in legno per collegare l’intervento alla pista ciclabile di via Botte e a quella del Cavo Argine. Infine è stata anche realizzata una spiaggia di circa 80 metri, con sabbia proveniente dal Po. Tutto quello che serve, insomma, per rilassarsi. Tenendo alta l’attenzione sull’importanza di esprimersi, di informare e di informarsi: una libertà ad alto rischio di bavaglio.

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