Un’operazione di sistema per difendere la Parmalat


PARMA, 19 MAR. 2011 – "Ci stiamo muovendo come sistema, ci sono le imprese, l’industria, le banche e c’é il pubblico che se ne occupa, è una cosa piacevole, non è il successo assicurato ma la precondizione del successo". E’ il quadro dell’operazione Parmalat tracciato dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, dopo che il governo, tramite il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato un intervento a tutela delle imprese strategiche italiane. Secondo Passera, "é giusto che la politica se ne occupi, lo fa in tutti i Paesi del mondo, vediamo con favore questo interessamento". E in effetti, all’indomani del blitz della francese Lactalis nel capitale dell’azienda di Collecchio, si è levato un coro di voci a difesa dell’italianità del gruppo. Oltre a Tremonti, che ieri ha anche ricevuto assieme a Gianni Letta l’ambasciatore di Parigi, ha parlato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. E’ "doveroso per il sistema produttivo italiano, che ha straordinarie capacità produttive nel suo seno, proporre ipotesi sul futuro di Parmalat che consolidino e sviluppino questa capacità nazionale", ha detto."Il Governo sta verificando se ci sono le possibilità per fare qualcosa" per evitare la scalata dei colossi industriali italiani da parte di aziende francesi, ha poi confermato oggi il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, a margine del forum Confcommercio di Cernobbio. "Il mercato europeo e globale – ha spiegato – e la Francia ha sempre tenuto da conto le proprie aziende, il Governo italiano sta quindi verificando se ci sono le possibilità di fare qualcosa".Di fondamentale importanza, sempre secondo Passera, è l’interessamento mostrato dalla Ferrero, che sembra pronta a scendere in campo per Parmalat se matureranno le condizioni per farlo. "Pensate a cosa è Ferrero e a cosa è Parmalat – ha detto il consigliere delegato di Intesa – e a cosa potrebbero fare insieme". Passera ha poi aggiunto che "quando ci sono di mezzo aziende importanti per il sistema Italia e c’é la possibilità di fare operazioni valide industrialmente e di sistema, noi cerchiamo sempre di esserci".Quanto all’ipotesi di possibili accordi con soggetti diversi da Lactalis, anche stranieri, come ad esempio i fondi attualmente soci di Parmalat, che hanno presentato una lista alternativa a quella di Intesa Sanpaolo, Passera ha spiegato che "oggi non si può escludere nulla, saranno poi i soci imprenditoriali e industriali che detteranno la linea e indicheranno la strada, noi siamo solo di supporto". "Parmalat è una grande azienda multinazionale, uno dei marchi italiani più conosciuti al mondo e più presenti, già oggi ci sono associazioni e alleanze in tanti Paesi e questo non potrà che essere una delle strade per la crescita". "Ci sforziamo – ha aggiunto – di far sì che rimangano in Italia le sedi, le intelligenze, la ricerca e le strategie, non é così importante, anche se in questo caso lo è, la proprietà; l’importante è che rimangano nel nostro Paese gli asset che se no andrebbero all’estero, per impiegare giovani italiani competenti, e far sì che la la ricerca e l’innovazione, sviluppate nel lungo periodo, non vengano spostate altrove".

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