Un nuovo paio di occhiali


BOLOGNA, 8 GIU. 2010 – Da PMI a MPI. Non si tratta, come alcuni possono essere portati a credere, di un partito politico che ha deciso di cambiare nome. Ma di un nuovo modo di concepire la realtà imprenditoriale, più che mai necessario nell’attuale contesto economico mondiale. Almeno secondo la Cna e le Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna, convinte che sia arrivato il momento di mandare in pensione le Piccole e Medie Imprese e cominciare a parlare di Micro e Piccola Impresa. Un sguardo diverso sul tessuto produttivo regionale e nazionale, insomma, con cui mettere a fuoco inedite ed emergenti opportunità di sviluppo. Un nuovo paio d’occhiali per analizzare il presente e leggere il futuro, in una fase di forte difficoltà.E’ con queste premesse, dunque, che Cna e Bcc presentano "Micro e Piccola Impresa.Lab", un cantiere in continua evoluzione da cui far uscire strumenti e azioni concrete, capaci di fornire valide risposte alla crisi. Lo fanno giovedì 10 giugno a Villa Guastavillani a Bologna, in un appuntamento lungo un’intera giornata e riassunto nel sottotitolo "Gli Orizzonti possibili". Sarà un’occasione per capire cosa sta succedendo in regione e per dare più valore al Micro, che – come dicono nel comunicato di presentazione gli organizzatori dell’evento – "sarà imperfetto, ma è la realtà che avanza e vuole essere sempre più visibile".Anche perchè le piccole imprese, quelle che contano da 1 a 19 addetti, rapprensentano ben il 97,58% delle aziende operanti in Emilia-Romagna, con picchi del 99,06% nel settore delle costruzioni e del 98,76% nei servizi. Raccolgono inoltre il 38,82% del complesso dei dipendenti e contribuiscono per il 38,38% al fatturato totale della nostra regione. E, tra di esse, il 42,52% è rappresentato da imprese di tipo artigiano. Ma oltre ai numeri, a sostegno della visione micro di Cna e Bcc c’è il fatto che queste realtà si sono dimostrare più flessibili e creative nel rispondere alle mutevoli variazioni del mercato, diventando protagoniste attive e competitive grazie alla messa in rete di relazioni, competenze e innovazione.  Di modelli, idee ed esperienze internazionali si parlerà nei due workshop organizzati in parallelo nel pomeriggio di giovedì, a partire dalle 14,30, con il contributo di economisti, manager e ricercatori universitari. Il primo si concentrerà sul Temporary Management, per colmare il gap tra alta formazione e microimpresa, nel secondo si analizzerà invece l’Open Benchmarking, un nuovo strumento per le competitività nelle migliori esperienze europee. Alle 17,30, poi, nel corso di un particolarissimo "Cocktail della ricerca", si discuterà di Web 2.0 e nuove frontiere della rete per le PMI. E alle 20 prenderà il via la decima edizione di Best Practice Award, che premierà le best-in-class 2009 e prensenterà le storie di 51 imprese che nel decennio 2000-2010 hanno ottenuto importanti successi aziendali attraverso l’utilizzo di buone prassi.Ma la giornata comincerà alle 10 di mattina con TrendEr, l’ormai consueto appuntamento con l’Osservatorio congiunturale sulla micro e piccola impresa in Emilia-Romagna che questa volta illustrerà i risultati relativi al secondo semestre 2009 sulla base delle contabilità di 5040 imprese al di sotto dei 20 addetti. Il segretario di Cna Emilia-Romagna, Gabriele Morelli, ha parlato di un rallentamento della crisi, soprattutto nel settore alimentare, che può essere considerato l’avvio di un recupero ma non di una ripresa a breve termine, visto che continuano la stagnazione e le difficoltà legate alla restrizione dei consumi. E accanto a questi dati verranno rivelate le previsioni e le attese degli imprenditori per il 2010, raccolte da un sondaggio su un campione di 322 imprese della regione.La presentazione alla stampa di "Micro e Piccola Impresa.Lab – Gli Orizzonti possibili" è stata tra l’altro l’occasione per parlare della manovra correttiva che il Governo sta mettendo a punto proprio in questi giorni. Paolo Govoni, presidente regionale di Cna, la considera un intervento necessario, che però, così strutturato, può avere effetti negativi dovuti ad una mancanza di prospettiva e di rilancio dell’economia. E Morelli procede nella stessa direzione, sottolineando come i tagli incidano sul lavoro e non sul capitale. Ma, soprattutto, ricordando che malgrado le promesse e gli annunci non è stato attuato quel federalismo che gli imprenditori locali hanno molto a cuore. "Non si è ragionato sulle differenze – accusa il segretario – ma non si possono mettere sullo stesso piano il virtuosismo dell’Emilia-Romagna e il disavanzo di altre regioni".

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