Un mare di film sommerge Reggio Emilia


REGGIO EMILIA, 10 NOV. 2010 – Tocca a Valentina Cervi inaugurare la nona edizione del Reggio Film Festival. Stasera alle 21, al cinema Al Corso, la popolare attrice, nipote dell’indimenticabile Gino, leggerà alcuni brani sull’acqua, spaziando attraverso i vari significati che si possono attribuire alla parola. E’ l’acqua infatti, in ogni sua accezione, il tema portante della rassegna di quest’anno, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al cortometraggio internazionale. Il festival è promosso da Fedic-Federazione Italiana Cineclub e dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, con la collaborazione della Regione Emilia Romagna, del Comune di Reggio Emilia (assessorato Cultura e Università –  Circoscrizione Sud), della Biennale del Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia e con il contributo di Conad, Ccpl, Coopsette, Fondazione Manodori, Grissin Bon. Da domani in poi prenderà invece il via la proiezione dei cortometraggi internazionali. Si parte con una selezione di cortometraggi a tema, con un repertorio di opere dalla Russia, Germania, Iran, Francia, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Inghilterra. In seguito, sarà il turno del cortometraggio tedesco "Stiller See", in cui è protagonista un ragazzo autistico, che vive con suo padre nella casa sul lago in cui a causa di un incidente la madre è annegata. Di estremo interesse è anche l’iraniano "Banquet under the water" (Festa sotto l’acqua), uno spaccato del rapporto fra questo popolo e l’acqua, e la vita. Il divertente "La carte" vede protagoniste due cartoline, una a colori e una in bianco e nero. Dopotutto, una storia d’amore. Nel drammatico "El orden de las cosas", invece, al centro della storia c’è una donna simbolicamente bloccata dentro la vasca da bagno.Ma nei prossimi giorni a Reggio verranno proposte anche opere a tema libero. "Symphony of a London Bridge" è un corto sperimentale in bianco e nero di grande impatto visivo e "Inseparables" parla del rapporto tra due amiche apparentemente inseparabili. L’italiano "L’uomo che amava troppo" racconta di un uomo enorme, costretto a una vita a letto. E poi c’è il corto "Da Lucia", che racconta in modo romanzato la storia della Cianciulli, la famosa saponificatrice di Correggio. Anche quest’anno il pubblico presente in sala potrà votare il corto che reputerà più bello, per decretare il premio della Giuria Popolare.E domani, alle ore 21, anche la Fondazione nazionale della danza Aterballetto parteciperà al Reggio Film Festival, aprendo la propria sede di via della Costituzione 39 ed esibendosi in uno speciale “Balletto Corto”, così intitolato in onore del Festival di cortometraggi, con una selezione di estratti dal repertorio, un concentrato di danza intensa e coinvolgente. Si tratta di estratti dal repertorio della compagnia e le coreografie sono di Mauro Bigonzetti. Parallelamente, l’11, il 12 e il 13 novembre agli Ateliers di via Dei Due Gobbi avrà luogo una rassegna di eventi su progetto e cura di Enzo Campi e che intende per l’appunto gettare un occhio sulle produzioni artistiche contemporanee. La rassegna infatti non è fatta solo di film, ma si snoda attraverso mostre, installazioni, letture, video-poesia, performance, reading letterari, proiezioni di video-arte e cortometraggi.

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