Un’ipotesi di accordo sblocca la vertenza Scm


RIMINI, 14 GEN. 2010 – “Dopo l’imponente risposta di mobilitazione e di lotta che i lavoratori degli stabilimenti di Rimini hanno messo in campo nei giorni scorsi contro l’accordo separato, ieri al Ministero del Lavoro è stata raggiunta una ipotesi di accordo sulla cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione in SCM Group". Comincia così la dichiarazione di Gianni Scaltriti, segretario generale Fiom-Cgil dell’Emilia-Romagna e membro del Coordinamento del gruppo riminese, che arriva all’indomani della svolta che apre uno spiraglio sulla delicata vertenza tra i sindacati confederali e i vertici dell’aienda produttrice di macchine per il legno.La delegazione Fiom ha valutato positivamente questa ipotesi di accordo, "perché coerente con il mandato che le assemblee dei lavoratori di tutti gli stabilimenti avevano dato al Coordinamento sindacale di Gruppo fin dal settembre scorso". Nei contenuti dell’accordo si prevede infatti l’utilizzo della CIGS per riorganizzazione per 24 mesi e vengono fissati i criteri per l’individuazione dei lavoratori da sospendere e le modalità di utilizzo della cassa. Scaltriti apprezza soprattutto il "rispetto importante delle esigenze personali (volontarietà) in riferimento all’utilizzo della CIGS senza rotazione per massimo 350 addetti, della rotazione mensile per altri 360 e per la riduzione d’orario (16 ore) per tutti i restanti lavoratori" e l’introduzione di "obblighi di informazione preventiva a fronte di cambiamenti dei programmi aziendali". Ma le forme di confronto periodico previste dall’accordo rigurdano anche lo sviluppo del piano industriale, il consolidamento di tutti i siti produttivi e i processi di riqualificazione professionale, "con particolare riferimento all’andamento occupazionale, e misure di sostegno al reddito (110 euro mensili a coloro che non ruotano) aggiuntive al trattamento di CIGS". "E’ stato battuto chi ha puntato sulla divisione tra Territori e sull’isolamento della Fiom", osserva il sgretario Scaltriti. "Naturalmente è stato decisivo – dice – il ruolo svolto dalle Fiom Territoriali, dai delegati, dalle lavoratrici e dai lavoratori del Gruppo: la loro tenuta anche nei momenti meno semplici di fronte al tentativo sempre presente, fin dall’aprile dell’anno scorso, di separare i cassintegrati dagli altri lavoratori". Importante è stato anche il ruolo svolto dagli Enti Locali. In tal quadro, sempre secondo Scaltriti, "la Regione Veneto si è distinta per un intervento tardivo, che ha finito per puntare alla separazione tra i vari siti. Le istituzioni emiliano-romagnole e marchigiane, invece, hanno avuto un atteggiamento diverso".  "In particolare la Regione Emilia-Romagna – sottolinea il segretario – ha seguito fin da subito la vicenda svolgendo un ruolo attivo e positivo sia in sede ministeriale che in sede regionale. Fino all’ultimo, quando qualche giorno fa, non ha accettato di vedere svuotato e privato di ogni significato l’incontro da lei promosso tra le parti, annullandolo. Proprio per questo, la Fiom ritiene che dopo la consultazione, in occasione della firma definitiva dell’Accordo al Ministero del Lavoro, la Regione Emilia-Romagna debba essere presente a pieno titolo al tavolo". Perchè, come ricorda Scaltriti in conclusione, "se l’accordo sarà approvato non sarà tutto finito, ma si aprirà una fase altrettanto importante per i lavoratori, che è quella della sua attuazione".

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