Un fiume di denaro sulle banche


© TelereggioREGGIO EMILIA, 27 MAR. 2012 – "Prendere i soldi della Banca centrale europea ad un tasso dell’1% e investirli in titoli di stato non è corretto". Ospite della puntata della trasmissione di Telereggio Habitat della settimana scorsa, il presidente della Camera di Commercio Enrico Bini ha strigliato le banche, corresponsabili – a suo dire – della crisi di liquidità che attanaglia molte aziende. "I soldi avuti in prestito dalla Bce – ha aggiunto – non devono essere utilizzati per fare speculazione, ma per rilanciare l’economia".Già, ma quanti soldi sono piovuti dalla Bce sugli istituti di credito più radicati nella nostra provincia in occasione delle due maxi-operazioni di finanziamento del dicembre 2011 e del febbraio 2012? Unicredit, il gruppo creditizio che vanta il maggior numero di sportelli in provincia di Reggio, ha ottenuto in prestito al tasso agevolato dell’1% complessivamente 27,5 miliardi di euro. Si dirà: ma Unicredit è un colosso europeo. Allora continuiamo. Il Credem, primo operatore bancario della nostra provincia per depositi e impieghi, ha ricevuto 5 miliardi di euro. La Banca Popolare di Verona-San Geminiano e S. Prospero, terzo gruppo bancario in provincia di Reggio, risulta esposta verso la Bce per qualcosa come 13,9 miliardi di euro, 3,5 dei quali presi in prestito a febbraio. La Popolare dell’Emilia si è invece fatta prestare 4,4 miliardi: 2,4 nel dicembre 2011 e 2 il mese scorso. Infine il Montepaschi Siena, presente nel Reggiano con oltre 30 sportelli, si è finanziato presso la Bce per 25 miliardi.A conti fatti, queste sole cinque banche hanno ricevuto un’iniezione di liquidità di quasi 76 miliardi. I prossimi rendiconti diranno se questo fiume di denaro è stato davvero utilizzato per riaprire i rubinetti del credito a famiglie e imprese o se invece, come molti temono, è stato investito per realizzare profitti certi lucrando sul differenziale fra il tasso del prestito Bce e quelli dei titoli di stato.

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