Un falegname da mille e una botte


©Trc-TelemodenaMODENA, 1 LUG. 2011 – Immaginate un gruppo di spioni orientali – giapponesi e cinesi – che si sorbiscono un volo oceanico e si presentano in quel di San Prospero per rubare i segreti di un falegname che li respinge a male parole. Il cavaliere Pietro Prandini è solo l’ultimo di una serie ininterrotta di falegnami e bottai. Ininterrotta dal 1742, a tal punto che è stato ricevuto e premiato direttamente dal presidente della Repubblica Napolitano nell’ambito delle imprese più longeve dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il suo avo, Archimede, riparò addirittura la carrozza nel lontano 1743 al duca Francesco III d’Este, che ne divenne cliente abituale. Entrare nella “Falegnameria Prandini” è come riavvolgere un filmato. Oggetti di lavoro unici, creati oltre un secolo fa e ancora funzionanti; macchinari che non esistono altrove, plasmati ad hoc dal buon Pietro per scopi precisi. Una qualità di lavoro che non può essere replicata dalle industrie.

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