Un’Emilia-Romagna sempre più straniera


BOLOGNA, 30 GIU. 2010 – Hanno raggiunto una percentuale a doppia cifra – il 10,53% del totale, per essere precisi – e si avviano a superare la fatidica soglia del mezzo milione di persone. Sono infatti oltre 462.840, il 9,45% in più rispetto al 2009, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna al primo gennaio 2010. Lo dice la rilevazione annuale svolta dal Servizio controllo strategico e statistica della Regione, in collaborazione con gli uffici di Statistica o delle Politiche Sociali delle Province e dei Comuni. Una presenza giovane, dunque: trentun anni l’età media, con una componente femminile (50,7%) che sta crescendo e che supera quella dei maschi in particolari classi di età. "I dati dicono chiaramente che la nostra è già una società multietnica: per l’Emilia-Romagna, questa è una realtà ampiamente consolidata – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali e immigrazione della Regione Teresa Marzocchi – Siamo di fronte a persone regolari, che lavorano, con figli che vanno a scuola: è significativo l’aumento delle fasce più giovani e della componente femminile. Sono dati importanti, perché mostrano come qui l’immigrazione sia un fenomeno ben strutturato e non certo emergenziale, contrariamente a quanto molti vorrebbero far credere. Il nostro compito quindi – ha concluso l’assessore – è sostenere e custodire questa componente, soprattutto le famiglie con figli nati qui, confermando le priorità di mandato che la Regione si è data: lavorare insieme al territorio per rafforzare l’integrazione e per garantire l’accesso ai servizi, nel pieno rispetto della legalità, dei diritti e dei doveri di ciascuno". E per riflettere sulla città che cambia e sul contributo che i "nuovi italiani" possono e vogliono dare a questo rinnovamento, si terrà a Bologna "Molteplicittà", una rassegna dedicata ad interculturalità e all’integrazione. Al centro della manifestazione ci saranno "lavoro, diritti, identità, linguaggi e relazioni nella realtà molteplice", come ha spiegato Ethel Frassinetti, direttore generale di Legacoop, che promuove l’iniziativa. "A Bologna i cittadini stranieri sono più di 43 mila, di cui oltre 5.500 nati in Italia. E’ sotto gli occhi di tutti quanto la legge Bossi-Fini limiti la dignità umana dei lavoratori migranti e ostacoli quotidianamente le imprese. Il nostro obiettivo – ha continuato – è quello di dare un contributo concreto sullo stato dell’economia e della società a partire dai cambiamenti che questa presenza crescente ha comportato". "Molteplicittà" sarà aperta venerdì, alle 9, dal convegno "Domani è un altro mondo. Il contributo dei cittadini stranieri alla nostra ricchezza", nell’aula Giorgio Prodi, a San Giovanni in Monte. Una tavola rotonda con, tra gli altri, il giornalista Riccardo Staglianò, il portavoce dell’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati Laura Boldrini, Gianpiero Calzolari, presidente Legacoop Bologna, Yassine Lafram, del direttivo nazionale Giovani musulmani. Dal 3 al 5 luglio, poi, spazio agli spettacoli teatrali de "La Scena dell’Incontro" della compagnia Itc di San Lazzaro di Savena, in piazza Santo Stefano, con un’installazione visiva dal titolo "Viaggio attraverso l’accampamento mondo". Dall’8 al 18 luglio, poi, i giardini Filippo Re saranno la cornice di presentazioni letterarie con ospiti come Enzo Bianchi, Dambisa Moyo, Matilde Callari Galli e Enzo Colombo. L’iniziativa fa parte del programma culturale del Comune.

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