Un canale umanitario per i bambini di Gaza


BRUXELLES, 20 GEN. 2009 – La Toscana ospiterà e curerà da questa sera una decina di bambini palestinesi di Gaza. Ma adesso è il momento di "aprire un canale umanitario dedicato ai bambini", attraverso un lavoro costante e un dialogo duraturo. E’ questa l’opinione di Claudio Martini , presidente della Regione Toscana, da ieri in Israele per partecipare e coordinare, insieme alla Cooperazione allo sviluppo italiana, il trasferimento di alcuni bambini palestinesi di Gaza gravemente malati. I bambini verranno curati all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, e questa iniziativa conferma il lavoro e il ruolo avuto ormai dal 2002 dalla Regione Toscana per le cure ai bambini palestinesi. In questi anni sono stati circa sei mila i bambini di Gaza e della Cisgiordania che sono stati curati grazie a una ‘triangolazione’ tra medici palestinesi, ospedali israeliani e Regione Toscana, con quest’ultima che ha investito risorse per 400 mila euro l’anno in questo progetto, che prevede tra l’altro equipe mediche miste israelo-palestinesi. E’ questa la strada che bisogna continuare a percorrere e il trasferimento di una decina di bambini palestinesi oggi a Firenze deve essere "una specie di prototipo", ha detto Martini , per l’apertura di un permanente canale umanitario per i bambini palestinesi che debbono e possono essere curati anche in loco. L’impegno della Regione Toscana nacque sei anni fa dalla constatazione che nei Territori palestinesi non c’erano strutture adeguate per i bambini, soprattutto per quanto riguarda la cardiochirurgia. Il trasferimento in Italia, d’altra parte, è spesso complicato. Per questo è stata studiata una cooperazione tra la Regione Toscana, l’associazione pediatrica palestinese e il centro israeliano ‘Peres per la pace’. Questa forte collaborazione ha permesso di curare migliaia di bambini, che devono ringraziare per questo il governo italiano e la Regione Toscana, per un progetto al quale si sono successivamente associate anche altre Regioni, come l’Emilia-Romagna, l’Umbria e il Friuli-Venezia Giulia.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet