Un campionato in trincea per i rossoblu


BOLOGNA, 15 NOV. 2010 – Il Bologna ha raggiunto il successo per 1-0 contro il Brescia e respira un po’ meglio nel gruppone delle 7/8 squadre che ragionevolmente se le daranno sino a fine stagione per sfuggire alla retromarcia in B. E’ vero che alla boa del girone d’andata, in gennaio, qualche indicazione migliore e maggiormente probante ci potrà essere, ma intanto si prende quello che il convento passa, notando che comunque i rossoblu hanno segnato solo pareggi e vittorie nel loro cammino casalingo. Poi, è vero, occorre anche analizzare come si è giunti ai tre punti contro i lombardi, che sono apparsi formazione temibile e sicuramente pericolosa, non tanto però da recriminare su un pari che per alcuni doveva essere il risultato finale. Lo stesso Diamanti, regista e uomo faro delle rondinelle, si è mosso bene ,ma non è figurato come quel giocatore di qualità superiore dipinto da diverse parti. Nell’analisi sulla partita ci si deve intendere sull’obiettivo che il Bologna si poneva. Se era quello del risultato, missione compiuta. Per chi sostenga invece che è necessario anche un certo tasso qualitativo del gioco, pensiamo si debba attendere ancora. Non sappiamo quanto, essendo tra l’altro un po’ più pessimisti del tecnico che dichiara la squadra in crescita costante e decisa. Fuori dagli eufemismi, se non si fosse ancora capito, il Bologna non ha giocato benissimo. Nemmeno da schifo, ovviamente, ma con luci ed ombre. Va detto che la proposta di Gimenez e Ramirez a supporto di Di Vaio in attacco ha funzionato. Poi sappiamo che Gimenez si muove più avanti del connazionale, che è uomo d’ordine, che ha piedi molto buoni e che predilige suggerire e ricamare manovre ed iniziative per i compagni che gli stanno attorno e davanti. Ramirez, appena 19 anni, ha bisogno di velocizzare parecchio il suo passo ed i suoi movimenti ma contro il Brescia non ha deluso chi aveva fortemente richiesto il suo impiego dall’inizio, non fosse altro per il delizioso assist che ha mandato in rete Di Vaio che, dal canto suo, è stato ancora una volta decisivo, vista la bella fattura appunto della sua rete. Vedremo cosa ci riserveranno le prossime giornate, ma il Bologna è stato, nell’occasione, seppure a tratti, come detto, capace di trame anche di prima, di tentativi rispetto al gioco di fascia che non hanno avuto esiti troppo positivi, ma che intanto sono stati messi in opera. Ancora troppe volte queste manovre si concludono non bene e allora si tratta di insistere a oliare i meccanismi e la misura dei compiti rispettivi in grado di migliorare l’esito delle azioni, soprattutto trovando i dovuti automatismi. Anche la difesa qualche non nocivo sbandamento l’ha avuto ed è purtroppo un dato ricorrente, mentre il centrocampo ha raggiunto la sufficienza pur ponendo interrogativi per l’immediato futuro, vista la imminente squalifica di Mudingayi e l’infortunio di Perez che aveva mostrato segni di progresso. Ad ogni modo i quadri delle rosa sono abbondantemente forniti e Malesani è chiamato a riassortire subito la linea mediana,il reparto cioè che dovrebbe intercettare il gioco degli avversari e contribuire a proporre le iniziative dei compagni del pacchetto offensivo.E rimane sempre nei compiti dell’allenatore la preparazione di manovre d’attacco più numerose e meglio dotate di quelle cui abbiamo finora assistito.Insomma, l’attacco del Bologna dovrebbe tirare più in porta ed essere più graffiante, affondare di più, crescere nei fondamentali che le punte sono chiamate ad interpretare nel calcio di oggi. Malesani suggerisce infine un’altra valutazione, secondo una sua affermazione che giudica stampa e tifosi autori di troppa pressione sui giocatori. "Dovete avere pazienza” sentenzia a chiare lettere. E’ un’affermazione con molti intrinsechi rischi, ammesso e non concesso che sia giusta. Uno dei maggiori rischi è che diventi una motivazione in negativo, in quanto potrebbe accadere che i calciatori, eventualmente convinti di subire troppa pressione, allarghino il solco nei confronti dei supporters e che si crei distanza tra atleti e pubblico rossoblu. Una evenienza da evitare e respingere in ogni modo possibile. Anche facendo sì che Malesani pensi bene a quello che dice.

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