Un bilancio d’emergenza per il Comune di Bologna


BOLOGNA, 28 DIC. 2012 – Un 2012 da cura dimagrante per il Comune di Bologna. Si riassume così l’anticipazione sul bilancio della città comunicata da Virginio Merola. Il sindaco, in una conferenza stampa, ha ieri parlato di un bilancio d’emergenza, con tagli fino a 70 milioni e con altri 50 che non potranno essere spesi se saranno confermati i vincoli del patto di stabilità. Meno risorse a disposizione, dunque, anche se il primo cittadino ha sottolineato di voler "difendere i servizi sociali e educativi", lanciando un invito anche al nuovo esecutivo "serve più giustizia sociale, anche da parte del Governo e un’imposta sui grandi redditi patrimoniali".A fare una prima bozza di conti è stata l’assessore al bilancio Silvia Giannini, durante la conferenza stampa sui primi sette mesi di mandato: "Ci sono 20 milioni di taglio di trasferimenti dello stato, altri 12 ereditati dal decreto 78/2010 e altri ancora che arriveranno in meno dalla Regione". In tutto "fanno 58 milioni, ma la cifra potrebbe essere anche superiore e arrivare fino a 70". A questo, ha spiegato ancora la Giannini, si aggiungono 50 milioni bloccati dal Patto di Stabilità.Ecco perché Merola lo ha definito "un bilancio di emergenza", rispetto al quale "non intendiamo affatto chiusa la discussione col Governo". Infatti, "basandosi in particolare sull’aumento della pressione fiscale, questo rende necessaria un’intesa per allentare i vincoli del Patto", perché, ha proseguito il sindaco, "non è giusta una logica di recessione senza misure per la crescita e il riequilibrio sociale". Dunque Merola ha ribadito le richieste messe sul tavolo del Governo dall’Anci nei giorni scorsi: "Il banco di prova – ha sottolineato – è l’allentamento del Patto e una più seria e incisiva azione per la lotta all’evasione fiscale. Come comuni non possiamo essere ridotti a fare gli esattori delle tasse per lo stato". Da qui la proposta di "rinunciare ai trasferimenti dello Stato a fronte, in una logica di federalismo fiscale, di un’autonomia impositiva degli enti locali".

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