Un altro mododi viaggiare


BOLOGNA, 23 MAG. 2011 – Adattamento, rispetto, cooperazione. E’ su questi principi che si basa il turismo responsabile. Un modo diverso di viaggiare che diventa anche uno stile di vita più attento a ciò che ci sta intorno. Perche la conoscenza del mondo e delle persone che lo abitano passa prima di tutto attraverso la riduzione dell’impatto socioculturale ed ambientale prodotto dai nostri spostamenti. Il 9 ottobre 2005, a Cervia, l’Associazione Italiana Turismo Responsbile (AITR) ha provato anche a dare una definizione "ufficiale" di questi comportamenti di consumo e vita solidale: "Il turismo responsabile – recita – è il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori".Ma per sgomberare il campo da ogni dubbio, il presidente dell’AITR Maurizio Davolio ha deciso di scrivere assieme a Chiara Meriani, giornalista di viaggio, un manuale interamente dedicato all’argomento. Il titolo è "Turismo responsabile. Cos’è, come si fa" e l’intento è quello di unire le nozioni teoriche – storia, principi, curiosità, Carte e Dichiarazioni del turismo responsabile – a consigli pratici e, soprattutto, a molte proposte di viaggio. Nella convinzione che sperimentare e tastare con mano sia il miglior modo di imparare.Davolio, da dove nasce l’idea di questo manuale?"Turismo responsabile. Cos’è, come si fa" è il risultato di una convergenza di desideri e volontà tra noi e Touring Editore, che è un nostro socio e con il quale abbiamo condiviso un piano di collaborazione. Il rapporto che ci lega è molto intenso, tanto che, oltre al manuale, è maturata l’idea di realizzare un secondo libro molto bello, curato con il Wwf e rivolto ai ragazzi: "Io viaggio responsabile". Ma anche le guide Routard, che il Touring pubblica con la casa editrice francese Hachette, adesso ospitano la nostra offerta turistica.In vista della presentazione del vostro libro alla Libreria.Coop Ambasciatori di Bologna, nell’ambito del festival It.a.cà, ci può spiegare una volta per tutte cos’è il turismo responsabile?Per noi il turismo responsabile è il turismo che mette al centro gli interessi della comunità ospitante, e non quelli del turista e del viaggiatore. E’ quel tipo di turismo che sancisce il diritto della comunità ospitante a decidere in merito allo sviluppo turistico del proprio territorio e anche a beneficiare delle ricadute economiche, sociali e iprenditoriali che derivano dal fenomeno turistico.Voi ponete una questione terminologica: dite che responsabilità e sostenibilità sono ormai dei "concetti-ombrello", troppo spesso confusi o comunque svuotati del loro significato originario. Qual è la differenza che intercorre tra questi due termini?C’è stata una mutazione semantica di entrambi i termini. Con sostenibilità, per esempio, si intendeva una volta solo quella ambientale. Poi si è cominciato a riflettere anche su quella sociale, economica e ultimamente anche culturale. Ma oggi il concetto è prevalentemente riferito all’offerta turistica. Dovrebbero cioè essere gli enti pubblici, che amministrano i territori, e le imprese ricettive a seguire delle linee di sviluppo ispirate alla sostenibilità. Invece, nel turismo responsabile, il concetto di responsabilità è riferito alla domanda. Da un lato, insomma, ci sono gli organizzatori di viaggi e dall’altro i viaggiatori: i due concetti sono molto vicini, ma è diverso il punto di partenza.Quali sono gli obiettivi di AITR? Di cosa si occupa?L’obiettivo fondamentale dell’associazione è diffondere le idee e le pratiche del turismo responsabile, a vari livelli. Noi ci rivolgiamo in particolare all’industria turistica convenzionale, affinchè modifichi, trasformi e migliori i propri programmi ispirandosi ai principi del turismo responsabile. Ma parliamo anche agli enti pubblici, perchè nello sviluppo turistico dei loro territori tengano conto di questo sistema di valori e di regole. E naturalmente non ci dimentichiamo dei viaggiatori, invitandoli ad adottare comportamenti consoni nei loro viaggi. Una molteplicità di interlocutori, insomma, di cui fa parte anche il mondo della scuola e dell’università. Noi incontriamo spesso i giovani che domani saranno i lavoratori del settore, e nei loro confronti svolgiamo anche una funzione educativa.Ma qual è il rapporto tra il turismo responsabile e i giovani?E’ strategico rivolgersi ai ragazzi e accrescere la loro sensibilità in ambito turistico, così come è già avvenuto nell’educazione ambientale. Oggi i giovani sono senza dubbio più attenti a rispettare la natura o degli animali. E questo è il frutto di un lavoro importante che è stato fatto dalle associazioni ambientaliste, producendo degli effetti significativi. Noi speriamo che la stessa cosa succeda nel turismo, grazie alle iniziative rivolte alle scuole e alle nuove generazioni in generale, affinchè si cominci a viaggiare da subito in modo responsabile.

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