“Un altro corpo è possibile”


©Trc-TelemodenaMODENA, 12 FEB. 2011 – “Il corpo è mio e me lo gestiscono io” gridavano negli anni settanta le femministe nel pieno di una grande stagione di conquiste sociali. Adesso che quel corpo sembra restato semplicemente un’icona estetica da esibire come oggetto o, peggio ancora, una merce da barattare per un attimo di celebrità, una carica pubblica o qualche migliaia di euro, le donne italiane hanno deciso di tornare in piazza.L’appuntamento è per domenica pomeriggio, a Modena dalle 15 in piazza Matteotti, quando andrà in scena la mobilitazione nazionale “Se non ora, quando?”. 200, le città mobilitate con manifestazioni anche all’estero a Tokio, a Londra e New York, e un’attenzione crescente nei media stranieri.“Una manifestazione politica – ha sottolineato stamattina il Comitato promotore modenese – ma non partitica”. Non a caso, tra le firmatarie dell’appello ci sono donne di tutti gli schieramenti, da destra a sinistra, da Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia della Camera, a Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.Tante le associazioni che hanno aderito all’iniziativa, ma l’appello a partecipare è rivolto non solo alle donne, ma anche a figli, padri, mariti, fratelli, compagni e amici che intendono allearsi con le donne contro un uso irrispettoso e violento del corpo e dell’intelligenza femminile.

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