Un’altra richiesta di rinvio a giudizio per Delbono


BOLOGNA, 23 FEB. 2011 – Flavio Delbono aveva archiviato solo venerdì scorso, con un patteggiamento ad un anno sette mesi e 10 giorni, il primo filone del Cinzia-gate, quello sul presunto uso illecito di denaro pubblico per una decina di viaggi fatti quando era vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con l’ex segretaria e ex compagna Cinzia Cracchi, poi diventata con le sue dichiarazioni perno dell’accusa. Oggi però per l’ex sindaco di Bologna è arrivata una nuova richiesta di giudizio, che riguarda il mantenimento da parte di Cinzia, anche dopo essere stata trasferita alla società Cup 2000 (centro unificato prenotazioni prestazioni sanitarie), del bonus di 1.161 euro di cui godeva quando era nella segreteria di Delbono in Regione.Il Pm Morena Plazzi ha chiesto il processo per l’accusa di concorso esterno in abuso d’ufficio oltre che per Delbono anche per Mauro Moruzzi, direttore generale di Cup 2000, e Gaudenzio Garavini, ex direttore del personale in Regione ed ex direttore generale del Comune, e, per abuso di ufficio, per Stefania Papili, la funzionaria della Regione che firmò il provvedimento di ‘comando’ della Cracchi. Il Pm ha fatto notificare la richiesta anche al Cup 2000 e alla Regione indicate come persone offese. In astratto, quindi, il Cup potrebbe costituirsi parte civile contro il suo direttore generale e ‘inventore’. All’ex sindaco infine viene contestata, in un altro filone di inchiesta ancora aperto, anche l’ipotesi di corruzione per i suoi rapporti con alcuni imprenditori locali e con Mirko Divani, suo amico, consulente del Cup 2000, e intestatario del bancomat che Delbono affidò a Cinzia per anni per prelevare denaro. I difensori di Delbono, dopo il primo patteggiamento, stanno valutando l’ipotesi di un patteggiamento in continuazione con il primo anche per la vicenda del bonus a Cinzia. Mentre per la corruzione puntano ad un proscioglimento. L’obiettivo è contenere la pena sotto i tre anni per evitare, come effetto automatico, l’interdizione dai pubblici uffici, con l’obbligo in quel caso a lasciare l’incarico di professore di economia all’Università. Delbono comunque quest’anno non terrà le lezioni dell’insegnamento di Economia dei mercati all’Università. "Ho chiesto di non tenere il corso per motivi di ricerca, e fare ricerca vuol dire dedicarsi allo studio e all’approfondimento. Non ci sono altre ragioni. Sono stato io a chiedere di non svolgerlo", aveva spiegato nei giorni scorsi.

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