Ucoii: “L’Islam condanna le costrizioni matrimoniali”


MODENA, 4 OTT. 2010 – Il giorno dopo la vicenda di Novi Patrizia Khadija Dal Monte, vice presidente Ucoii (Unione comunità e organizzazioni islamiche in Italia) e responsabile italiana della campagna europea ‘Contro i matrimoni forzati’, vuole fare chiarezza. E spiega che "nessuna costrizione matrimoniale potrà mai essere giustificata come derivante dall’Islam". "La tragedia avvenuta ieri a Modena sembra configurarsi drammaticamente nell’ambito di consuetudini purtroppo ancora presenti in molti paesi del mondo e radicate nel sentire di taluni musulmani", afferma in un comunicato sottolineando che "la più pura e corretta tradizione musulmana ci riferisce la netta condanna di questa pratica tribale opposta dal Profeta Muhammad, e la giurisprudenza islamica, dal canto suo, ha stabilito che la libera scelta fosse condizione ineludibile, fondante la legittimità del matrimonio". Patrizia Khadija Dal Monte ricorda che "per opporsi ad una pratica inumana e antislamica" l’Emn (European muslim network) ha lanciato, fin dal 2007, una campagna di sensibilizzazione verso quelle aree culturali potenzialmente più esposte al fenomeno, campagna che l’Ucoii ha fatto sua e inserita nel programma della nuova direzione eletta nel marzo di quest’anno. "Ci auguriamo che il violento riproporsi di questa, che non esitiamo a definire una vera piaga culturale che produce sanguinose conseguenze – conclude – possa muovere le associazioni dei musulmani presenti sul territorio nazionale ad una maggiore attenzione e attività per prevenire ed eliminare questi tragici accadimenti".

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