Ucima, fatturato record per il packaging italiano


MODENA, 15 GIU. 2012 – Ucima, associazione confindustriale dei costruttori di macchine per l’imballaggio, archivia un 2011 di crescita a due cifre. I dati elaborati dal suo centro studi indicano per le aziende associate un incremento del 14,4% rispetto al 2010, anno in cui il giro d’affari generato aveva raggiunto livelli pre-crisi (3.759 milioni di euro). Quest’anno il fatturato di settore ha raggiunto i 4.300 milioni, superando le performance dell’anno record, il 2008, quando si toccò il tetto dei 3.827 milioni.Conquistando il 26,4% del mercato mondiale, contro il 25,7% detenuto nel 2010, l’industria italiana conferma e accresce la sua leadership internazionale, seconda solo alla Germania (27,7%). L’incremento delle esportazioni italiane (+15,9%), infatti, è stato superiore alla media mondiale, che si ferma ad un +11,8%. Più caute le previsioni sull’anno in corso. “Il rallentamento in atto dagli ultimi mesi del 2011 e il perdurare di una situazione di incertezza su tutti i mercati mondiali – osserva il Presidente di Ucima, Giuseppe Lesce – ci portano a prevedere una chiusura d’anno sui livelli raggiunti nel 2011”. CAMPIONI NELL’EXPORTNel 2011 l’industria italiana del confezionamento e dell’imballaggio ha ulteriormente rafforzato la quota delle sue esportazioni sul fatturato totale, passata dall’88,4% del 2010 all’89,5%.In termini assoluti, con l’incremento del +15,9% sul 2010, il fatturato generato all’estero è stato pari a 3.850 milioni di euro.La quota maggiore, quasi il 65%, ha varcato i confini dell’Unione Europea, che rimane però, con il 34,1% del totale, la principale destinazione dei macchinari italiani. L’Asia si conferma anche nel 2011 il principale sbocco extraeuropeo con il 26,4% dell’export totale, mentre le altre aree si attestano su quote comprese tra l’8% e l’11%.In testa ai Paesi di destinazione delle esportazioni italiane troviamo la Cina, con un totale di 385,3 milioni di euro, in lieve calo (- 2,3%) sul 2010, anno in cui le esportazioni nel gigante asiatico erano praticamente raddoppiate. Al secondo posto si consolidano gli Stati Uniti (+32,6% per un totale di 360,3 milioni) e al terzo la Francia con 332,5 milioni (+28.0%).Tra i mercati emergenti confermano un dato positivo la Russia, (+14,2%) con un totale di 162,4 milioni, e il Brasile (+5,6%), con 131,1 milioni, mentre spicca la Turchia che cresce del 33,8% per un totale di 128,6 milioni di euro.Tra i mercati consolidati sono da segnalare le buone performance di Germania (+5,4%, a 198,2 milioni), Spagna (+6,7% a 153,6 milioni) e Svezia (+16,1%, a 111,7 milioni). In calo il Regno Unito (-2,7%, a 135 milioni). LE MACCHINE PIU’ VENDUTE ALL’ESTEROSono le macchine per imballare e impacchettare le merci ad aggiudicarsi la fetta più grande dell’export. Costituiscono il 45,1% delle vendite oltreconfine, in crescita del 22,3% rispetto al 2010, pari in termini assoluti a 1.909 milioni di euro.A seguire troviamo le macchine per riempire, chiudere, incapsulare, etichettare, che si attestano al 27,5%, in crescita del 6,2%, con un fatturato di 1.164 milioni di euro. Aumentate del 13,3% le vendite di parti e pezzi staccati delle macchine, che rappresentano il 25,6% dell’export con 1.081 milioni di euro di fatturato.A seguire: le macchine per pulire e asciugare recipienti (+9,5%, a 53,8 milioni di euro); dosatrici, insaccatrici e altri strumenti a pesata costante (+71,9% a 20,1 milioni di euro); strumenti di controllo in rapporto a un peso (-23,7%, a 3,7 milioni di euro) e strumenti per pesare ed etichettare prodotti preimballati (-36,0%, a 0,5 milioni di euro).IMPORTAZIONI IN CALO NEL MERCATO INTERNOCon 450 milioni di euro (+2,9% sul 2010), il fatturato generato dal mercato interno si mantiene a livelli pre-crisi e continua a rappresentare circa il 60% del consumo nazionale, pari a 792 milioni di euro (+0,5%). Le importazioni, invece, sono state pari a 342 milioni, in calo di 2,6% rispetto al 2010. ====UCIMA è l’Associazione di Categoria del sistema Confindustria che rappresenta in Italia e nel mondo i costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Raggruppa 100 aziende che rappresentano globalmente il 65% del fatturato totale del settore e oltre il 70% delle esportazioni italiane.

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