Uccisa sulle strisce. Il giudice accoglie la richiesta di omicidio volontario


BOLOGNA, 9 MAR. 2011 – L’accusa è pesantissima: omicidio volontario. Tradotto vuol dire più di vent’anni di carcere. Questo rischia Cristian Alessandrini, l’automobilista che sabato sera in via Stalingrado a Bologna ha travolto la diciottenne Lucia Varriale uccidendola sul colpo. Il gip di Bologna Mirko Margiocco ha convalidato l’arresto del trentenne e disposto la custodia in carcere per omicidio volontario con dolo eventuale.Nell’incidente un’altra ragazza era rimasta ferita seriamente. Alessandrini, secondo i primi risultati delle consulenze viaggiava oltre i cento chilometri orari ed era sotto l’effetto della cocaina. Il giudice ha così riconosciuto l’ipotesi dell’omicidio volontario per l’incidente mortale come avevano chiesto il pm Atonello Gustapane e la Procura.A Bologna è la prima volta che un giudice per le indagini preliminari accoglie l’ipotesi di omicidio volontario per un incidente stradale. Nel 2007 la Procura aveva fatto la stessa richiesta che però non era stata accolta. In casi analoghi di solito succede che la pena minima parta da tre anni di carcere. Una sentenza che arriva col patteggiamento. A lato si risolve il problema dei rimborsi tra l’assicurazione e la famiglia. Stavolta, invece, se il riesame confermerà l’accusa, il ragazzo rischia da 21 a 24 anni di carcere.

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