Tutto deciso, cala il sipario sul campionato


BOLOGNA, 16 MAG. 2011 – Insomma il campionato di A è finito. Anzi no, perché l’ultima giornata sarà solo domenica 22. Ma ora come non mai si possono riavvolgere gli striscioni, svuotare le tribune e le gradinate, tirare un respiro di sollievo chi può e magari qualche canchero chi è stato bersagliato da un avverso destino. Tutto questo perché in testa e in coda le cose sono decise per intero e solo qualche brividino rimane forse per l’ingresso in Europa, pure se lì ben poche novità possono sortire nei 90’ finali. Il Bologna è tornato da Firenze con un pareggio per 1-1 che, di per sé non disprezzabile, è diventato oro che luccica poco dopo, quando la Sampdoria ha deciso di completare il suo karakiri facendosi battere dal Palermo. Badate bene che suicidio non è una parola grossa in questo caso, perché scivola in B una squadra che la passata estate ha giocato i preliminari di Champions,la quarta del precedente campionato. Ma ai bolognesi e bolognisti interessa veramente qualcosa di simili storie? No,a questi signori interessa la permanenza dei rossoblu nella prima fila del calcio nazionale, dopo le infinite burrasche di ogni genere passate da agosto ad oggi. Tutto sommato, un risultato raggiunto senza farsi mancare nulla di nulla, tra esaltanti alti e disperanti bassi. Basta pensare ai miseri 2 punti messi assieme nelle ultime 7 partite. Fiorentina-Bologna non è stata né belle né brutta. 90 minuti giocati col freno a mano, circa 15′ nel primo tempo dei viola e 10′ dei bolognesi nella ripresa. Le due zone che hanno determinato il risultato, incorniciando due eccellenti gesti tecnici. Uno di Cerci, il bel tuffo ad inzuccare seppure in mezzo al solito errore difensivo. Il secondo, ovvero il perfetto guizzo in alto di Ramirez, capace di insaccare morbidamente di testa e di rianimare per un po’ la sua squadra.Poi si potrebbe parlare di un madornale errore di Giannoccaro, l’arbitro. Un giallo a Ramirez per una simulazione che in realtà era rigore, col rosso aggiuntivo che poteva rendere la vita difficile a Malesani ed ai suoi. Ciò non è stato, principalmente perché i 20 rimasti in campo hanno forse capito di aver esaurito le energie, di non aver più tanta voglia di soffrire e di fare soffrire, tirando così ancora un po’ di più i freno a mano. In definitiva, col bel pareggino messo assieme, perché insistere? Si può smettere di giocare senza fare proclami ed avviarsi a chiudere con soddisfazione di tutti. E così è andata.Il Bologna andrà analizzato più compiutamente a bocce ferme, per capire soprattutto come valutare il suo bottino di punti alla luce dei 3 venuti a mancare a causa di irregolarità amministrative. E in parallelo si chiariranno un po’ meglio le prospettive, almeno quelle più immediate sulle quali premono due urgenze. Non tanto quella del prossimo tecnico, una conferma o un nuovo incarico. Quanto quella della situazione strutturale più delicata, ovvero la situazione economica di bilancio. I conti sembrano stentare a dare serenità in tempi brevi, anche se la nuova dirigenza si impegna molto. Certo è che qui si gioca anche il mercato ormai imminente, per il quale le scelte dell’estate 2010 sembrano una buona strada da ripercorrere. Una ossatura di giocatori tecnicamente collaudati e una immissione di atleti più giovani di qualità per poter guardare più in là di un torneo alla volta. Provare ad indovinare le garanzie per 2 o 3 anni, consolidando anche la società dopo i tanti scossoni verificatisi. Tra i quali, ma solo per fatto di cronaca, può annoverarsi oggi lo scambio di opinioni brusco anzichenò tra il vice Setti ed il portiere Viviano. Ma insomma si potrà o no valutare una partita senza sempre lisciare per il pelo giusto i giocatori?

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