Tutela consumatori, Barilla: “Serve cultura”


La via italiana della tutela del consumatore è quella della cultura e della formazione, non tanto quella dei semafori in etichetta. Lo ha spiegato Paolo Barilla, a margine della presentazione a Milano della Unione Italiana Food. Dopo aver premesso che la tutela di chi consuma è un valore “assoluto e condiviso”, ha ricordato che però la strada italiana è quella della “ricettazione” (cioè la cucina) degli alimenti. “Quindi la nostra cultura non è quella dei semafori, che è più pragmatica ma è fatta di divieti che le persone però poi non capiscono”. Barilla ha poi aggiunto che chi come Barilla produce mono ingredienti come la pasta che poi vanno cucinati si troverebbe in imbarazzo: “come fai a classificarlo, se poi lo devi inserire in un piatto completo?”. Più semplice invece la comprensione dell’utilità del semaforo in quei paesi dove è diffusa la cultura del piatto pronto. Per Barilla bisogna “investire nella cultura degli individui soprattutto a scuola, dove possano apprendere i fondamenti di una buona alimentazione”.

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