Turismo invernale, cercasi azioni per il rilancio


©Trc-Telemodena27 LUG. 2011 – Il Cimone fa da capofila, ma ci sono tutte le stazioni invernali dell’Emilia Romagna, dalle Piane di Mocogno al Corno alle Scale in campo per sostenere un pezzo fondamentale dell’economia della montagna. Dal turismo invernale e dall’indotto vengono posti di lavoro e attività economiche che danno ricchezza al territorio, ma il perno fondamentale sono gli impianti di risalita. Moderni, efficienti, assieme a piste ben battute e sicure: senza questi ingredienti, salta la macchina del turismo invernale. Ma proprio qui nascono i problemi e l’Anef, l’associazione nazionale degli esercenti degli impianti, con i consorzi e cinque amministrazioni provinciali, lanciano ora un appello alla Regione.Servono interventi urgenti a sostegno dei gestori degli impianti di risalita, serve un piano generale che rilanci e dia prospettive ad un settore messo in difficoltà dalla tenaglia di costi energetici crescenti e introiti in affanno. La Provincia di Modena, assieme a Reggio, Bologna, Parma, Piacenza, ha sottoscritto un’intesa con le stazioni invernali. Fra i punti del programma, la costituzione di una società in house della Regione per coordinare le azioni su impianti di risalita e piste, l’estensione del circuito skipass a tutta la regione e anche alla Toscana, economie di scala per l’abbattimento dei costi. Le richieste passano ora sul tavolo della Regione: è estate, ma alla stagione invernale bisogna pensare per tempo.

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