Turismo, calo di fatturato in Emilia-Romagna


BOLOGNA, 11 SET. 2012 – La recessione non risparmia il turismo e le entrate in calo si fanno sentire anche in Emilia-Romagna. Lo dicono i numeri di un’indagine commissionata da Assoturismo e che ha coinvolto 652 imprenditori alberghieri ed extralberghieri della regione. Numeri che fanno preoccupare la Confesercenti Emilia-Romagna. Secondo lo studio il calo delle presenze estive è stato del 3,8%, mentre il fatturato delle imprese turistiche ha registrato un -10%.La flessione più marcata è stata percepita dal settore extralberghiero (-4,2%), mentre per gli hotel la stima è del -3,7%: dopo alcuni anni di crescita, anche i 4 e 5 stelle hanno segnato una flessione anche se minore rispetto alle altre categorie, dato inequivocabile di difficoltà anche per il segmento di domanda a forte propensione di spesa.Nel panorama regionale, secondo le opinioni degli operatori intervistati, il calo più accentuato del movimento turistico è stato registrato per il prodotto termale (-8,2%), gli operatori delle città d’arte lamentano una diminuzione del -2,8%. Risultati negativi anche dalle segnalazioni degli operatori della Costa (-3,3%), nonostante la buona perfomance nella seconda metà di agosto e l’incremento del mercato straniero. Invece per le aree dell’Appennino e Verde si stima una sostanziale tenuta della posizione di mercato (-0,6%). La redditività delle aziende turistiche, secondo la percezione degli intervistati, ha segnato un decremento di fatturato di quasi il 10%. Una caduta più evidente è stata registrata dagli operatori delle Terme e Benessere (-14,1%), della Costa (-8,8%) e delle città d’arte (-6,4%). Per le imprese dell’Appennino e Verde la stima del calo del fatturato si ferma al -3,8%. Numerose le nazionalità segnalate in aumento: gli svizzeri, soprattutto nelle aree dell’Appennino e della Costa, gli olandesi nelle Città d’arte, sulla Costa e sull’Appennino, i belgi nelle Città d’arte, i russi sulla Costa e i turisti provenienti dai paesi dell’Est sulla Costa e nelle Città d’arte.In rapporto al tasso di occupazione registrato dalle strutture ricettive nel corso della stagione estiva 2012 si segnala una media regionale pari al 59,4%, contro il 63% del 2011. Il valore sale al 66% per gli hotel e si ferma al 41,7% per l’extralberghiero. Per effetto della stagionalità, il tasso di occupazione maggiore è stato registrato dagli operatori della Costa (71%), a differenza delle aree termali dove si è registrato il valore più basso (46%)."Dopo un 2011 di tenuta del mercato, il calo nell’estate 2012 c’è stato ed è riscontrabile ovunque – commenta Stefano Bollettinari, direttore di Confesercenti Emilia-Romagna – La recessione ha scoraggiato le partenze degli italiani, anche i turisti fidelizzati. Il mese peggiore sembra sia stato giugno, ma anche per luglio i dati sono stati negativi. Invece in agosto si è registrato un recupero, ma solo nelle settimane post ferragosto, grazie alle politiche di prezzo attuate da molti operatori, che hanno contribuito però al preoccupante calo dei fatturati. Il miglior andamento dei flussi stranieri conferma la necessità per il sistema turistico dell’Emilia-Romagna di proseguire nell’azione promozionale nei mercati esteri"."La nostra preoccupazione, che da anni denunciamo – aggiunge Claudio Della Pasqua, presidente Asshotel Emilia Romagna – è la continua riduzione del margine di redditività aziendale, dovuto in parte alle promozioni che applichiamo ai clienti per venire incontro alle loro esigenze di risparmio in un momento così difficile e di incertezza economica, e in parte al continuo incremento dei costi di gestione come le utenze, il costo del lavoro, le tasse che aumentano in maniera sproporzionata all’effettivo guadagno delle nostre attività. La situazione è aggravata dai costi onerosi di affitto, non più adeguati all’andamento reale del mercato, che gravano su una parte cospicua delle strutture alberghiere. Nell’ambito delle politiche di crescita, il Governo deve tenere presente che nelle politiche di sviluppo è necessario dare ampio spazio alla voce turismo, volano per l’intera economia del Paese".

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