Truffa alla sanità, dieci medici sospesi dalla professione


BOLOGNA, 30 OTT. 2009 – Non possono esercitare la professione medica. Questa la decisione presa dal Gip di Bologna nei confronti di dieci medici, quasi tutti oncologi, sospettati di aver truffato il sistema sanitario nazionale. I provvedimenti di interdizione sono stati emessi nel corso dell’inchiesta “Farmamarket” che sta facendo luce sulle attività di un’organizzazione, costituita da imprenditori, informatori scientifici e farmacisti finalizzata a conseguire illeciti profitti attraverso l’indebita riscossione di rimborsi dal servizio sanitario nazionale per oltre un milione di euro. I dieci medici ora sospesi, avrebbero compilato false prescrizioni per pazienti ignari o addirittura morti di costosi farmaci antitumorali. Tra loro ci sono Giovanni Martinelli e Pierluigi Zinzani due docenti universitari molto noti a Bologna. I nomi degli altri medici raggiunti dal provvedimento sono Michele Benedetti, Carlo Calabrese, Francesco Lancewicz, Achille Panetta, Francesco Perini, Pier Paolo Piccaluga, Domenico Romano, Alessandro Venturi.L’indagine è stata condotta dai Nas di Bologna che hanno messo al vaglio circa 500 mila ricette. Le accuse per le quali gli stessi carabinieri hanno eseguito stamani le dieci ordinanze sono di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale, falso, associazione a delinquere. I medici raggiunti dal provvedimento, che può durare al massimo due mesi, erano in servizio presso il Sant’Orsola di Bologna, l’ospedale civile di Bentivoglio (Bo), l’ospedale Infermi di Rimini ed il presidio della Guardia medica dell’Ausl di Bologna. L’inchiesta “Farmamarket”, nella quale sono coinvolte 49 persone, ha già portato all’arresto, il primo ottobre scorso, di sei indagati.“L’abitudine che gli indagati avevano alla gestione incontrollata (in ogni senso) dei ricettari fa presumere che questi potrebbero nuovamente realizzare comportamenti di rilevanza penale, ove restassero a contatto con l’ambiente in cui i fatti sono maturati”. E’ un passaggio dell’ordinanza con cui il Gip di Bologna Mirko Margiocco ha deciso – dopo la richiesta del Pm Enrico Cieri e le indagini del Nas del capoluogo emiliano – la sospensione dall’esercizio della professione, limitatamente al rapporto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, per i dieci medici. Margiocco ha fatto notare che “provvedimenti di ‘sospensione’ dall’attività degli indagati che provengano da iniziative di soggetti diversi dall’autorità giudiziaria non danno adeguata risposta alla necessità di cautela, non consentendo alcuna forma di immediato e diretto controllo sul rispetto delle prescrizioni e un’adeguata risposta in caso di trasgressione”. Il Gip sottolinea poi che le esigenze cautelari “possono essere adeguatamente soddisfatte con la misura, che rispetto alla gravità degli addebiti appare addirittura blanda”. Per Margiocco, anche dove la difesa ha puntato a dire che le prescrizioni sono state emesse da altre persone, “vi sono elementi fattuali” per dire che “ciò possa essere avvenuto con la consapevolezza e il consenso degli intestatari legittimi dei moduli”.

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