Trovata Anna Giulia, finisce la fuga dei genitori


©TelereggioREGGIO EMILIA, 9 MAR. 2010 – La polizia ha ritrovato la notte scorsa Anna Giulia Camparini, la bambina di 5 anni sottratta agli operatori dei servizi sociali del Comune di Reggio dai genitori, che avevano perso la patria potestà. La polizia ha rintracciato il nucleo familiare a Trieste e lo ha riportato a Reggio Emilia. Fra gli agenti anche una donna, che ha accolto e tranquilizzato la piccola Anna Giulia.Si è conclusa così una vicenda tormentata, che era iniziata venerdì, quando i due genitori, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, cui due anni fa era stata sospesa la patria potestà, hanno approfittato di uno dei due incontri settimanali previsti per allontanarsi dalla città con la bambina. Magistratura e polizia hanno loro rivolto un appello pubblico invitandoli a rientrare.Il capo della Squadra Mobile Antonio Turi ha convinto la nonna paterna a collaborare concretamente alle ricerche. Dopo l’incontro il capo della Mobile e gli agenti sono partiti alla volta di Trieste e hanno rintracciato la coppia. L’autorità giudiziaria sta ora vagliando la situazione per garantire alla bimba un’idonea sistemazione.La gioia dei nonni – Liana Cartinazzi e Marino Fontana, i nonni materni di Anna Giulia, in mattinata avevano accolto noi di Telereggio nella loro casa di Barco di Bibbiano. Ci stavano mostrando tante foto della piccola, cresciuta praticamente con loro nei suoi primi anni di vita. Liana e Marino da quattro giorni vivevano in uno stato di angoscia, intendevano fare un appello alla figlia e al suo compagno. Poi, intorno alle 11.30, siamo noi a comunicare la notizia tanto attesa: Anna Giulia, con mamma e papà, è a Trieste. ‘Chi l’ha trovata, la polizia?’, chiede tra le lacrime la signora Liana, che subito aggiunge: ‘Grazie, grazie, spero di riabbracciarla presto, sono quasi due anni che non la vedo. Devo telefonare subito all’altro mio figlio in Brasile’. La commozione stempera la tensione degli ultimi giorni. I coniugi Fontana davanti alle nostre telecamere si rivolgono alla figlia Gilda: ‘Se vuole la prendiamo qui con la bambina, la prendiamo a braccia aperte – dice nonno Marino – adesso se lei vuole può tornare qui, perchè questa è casa sua’.   

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