Troppo Milan per questo Bologna


BOLOGNA, 13 DIC. 2010 – Un commento sintetico al massimo e riassuntivo degli umori bolognesi: si perdeva 3 a 0 anche se i giocatori fossero pagati regolarmente. Questo per dire che Bologna e Milan sono oggi divisi da livelli di classe e di tecnica talmente distanti da rendere ininfluente la serissima crisi finanziaria della società che non paga da luglio i giocatori. Ciò detto, va aggiunto che il Milan è parso veramente troppo bravo anche solo per impensierire un Bologna partito affatto rassegnato e reduce da due squillanti vittorie in campionato. Per questa ragione, Malesani ha confermato la formazione dei due ultimi turni, salvo gli aggiustamenti obbligati. La bilancia, però, è rimasta ben poco in equilibrio.Al minuto 8 Boateng porta avanti i rossoneri e da lì in poi è stato una sorta di monologo. Per dirla tutta, il Bologna ha perso ma non si è lasciato dominare, vale a dire ha fatto tutto quello che ha potuto anche con un certo ordine e senza lesinare impegno ed applicazione. Ma, come detto, troppo distanti sono stati i livelli di bravura e di efficacia tra gli antagonisti per sortire effetti favorevoli per i padroni di casa. I quali, tra l’altro, subiscono così la prima sconfitta casalinga senza poter imputare loro granchè, visto che di fronte avevano i primi della classe. Che forse non hanno premuto al massimo sull’acceleratore ma che hanno prodotto gioco arioso, tecnicamente valido, senza cadute di tensione. Infatti solo all’avvio il Milan ha subito per una manciata di minuti l’energica manovra rossoblu e solo alla fine ha tirato i remi in barca giostrando serenamente di rimessa nei 15’ finali. Era stato Ramirez al 3’ a impegnare Abbiati da lontano con un tiro forte ed insidioso, prima di farsi da parte praticamente per tutto il primo tempo, perdendo quasi tutti i contrasti,l asciando un vuoto che per Di Vaio è stato esiziale, in quanto non ha potuto ricevere palle utili. Ecco, parlando brevemente dei singoli, non si vuole cercare il pelo nell’uovo ma vanno focalizzati i particolari almeno per quanto riguarda le reti milaniste. Sulla prima e sulla seconda mi sono apparse gravi le incertezze di Esposito, troppo lontano da Ibra nel primo caso e malamente piazzato nel secondo. Concedere cross facile allo svedese è come invitarlo a nozze. Sulla terza rete si rischia di andare troppo controcorrente: non mi è piaciuto Viviano. Non ha presidiato la linea di porta, non è uscito deciso. E’ rimasto a metà, facendosi infilare sul suo palo, tentando solo un tuffo velleitario, cosa che ad un portiere della sua classe non dovrebbe mai accadere. Insomma giusta la vittoria del Milan, da assolvere il Bologna con un buon 6 ma gli errori individuali spiegano dal canto loro l’evolversi del punteggio finale. Mettiamola così. Qualche sbavatura dei singoli in una prova collettiva da apprezzare: oltre i soliti noti, niente male Morleo, Casarini e Della Rocca.                 Prova collettiva da apprezzare perchè l’orizzonte societario non accenna a schiarirsi più di tanto. E’ inevitabile che, col passar del tempo, qualche scoria della pessima situazione social-economica del Bologna penetri nell’ingranaggio della squadra. Che ha fatto tantissimo finora, supportata da tifosi meravigliosi, ma che non può resistere in eterno. Ci sono mosse importanti in corso, soprattutto con Massimo Zanetti, patron Segafredo, in testa ad un gruppo che ufficialmente ha dichiarato di voler acquisire il Bologna. Ma i tempi stringono da un lato e dall’altro non si vede la chiarezza che sarebbe necessaria.Porcedda, dalla Sardegna, fa la fronda e vincola i movimenti bolognesi. Da altre parti si soffia sul fuoco per rivalità del tutto locali (Menarini vs Sabatini). Molti parlano e scrivono a prescindere dallo statuto, dal codice civile e da eventuali atti parasociali. Insomma sembra di essere in mezzo ad un casino pazzesco, con un’orgia di pettegolezzi, soffiate e pseudo ipotesi che non lasciano trasparire per niente come stanno le cose. Una bagarre  che Bologna ed il Bologna non meritano, specialmente ora che qualcuno ha detto di voler risolvere, coi quattrini, i problemi esistenti. Perchè non si trova il punto d’incontro? Perché non si mettono le carte sul tavolo e si scrive la parola fine a questa incredibile e quasi surreale vicenda?   

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